Dukto diventa UWP: ma è nascosta nello Store!

Abbiamo parlato di Dukto molto tempo fa, da qualche giorno è diventata pienamente compatibile per Windows 10 (la versione precedente dava problemi). Per scaricarla però vi servirà il link allo Store, il perché lo leggerete in questo articolo.

Come spiega Emanuele Colombo (sviluppatore che stimo dai tempi di Symbian sui vecchi Nokia!) nel suo blog ufficiale, l’applicazione è stata sì aggiornata, ma per varie ragioni ha deciso di non renderla “visibile” nello Store di Microsoft se non tramite link.

Le ragioni sono semplici: lo sviluppatore in questo periodo ha poco tempo libero ma ha deciso di impiegarlo per migliorare l’applicazione (ottima sotto tutti i punti di vista), risolvere il bug che affliggeva la vecchia versione etc.

Però il tempo libero non c’è sempre: per questo l’app non ha standard di qualità che lo sviluppatore (e gli utenti) vorrebbero.

Lo sviluppatore consiglia di non usarla se non risponde pienamente alle vostre esigenze.

DuktoQuello che si evince dal suo post però porta ulteriori riflessioni: pare infatti che alcuni utenti non riescano a collegare due importanti, quanto fondamentali, punti. Il primo è che l’app è gratuita e lo sviluppatore ci lavora gratuitamente; il secondo è che in ogni caso serva educazione.

Ecco le parole dello sviluppatore:

There are some users that doesn’t understand this very well, and demand that I work free of charge for them, in order to satisfy their needs, even for cosmetic changes. They asked me to not publish the app at all if I can’t provide a professional-grade support even for a free app. I don’t talk about help requests, or intelligent suggestions, but just bad feedback about how to make the app like their want/need.

Traduco: “Ci sono utenti che non capiscono questo molto bene [riferito al tempo libero di cui parlavamo prima], e domandano a me che lavoro gratis, per soddisfare le loro esigenze, anche per cambiamenti estetici. Mi chiedono di non pubblicare proprio l’app se non posso garantire un grado professionale di supporto per una app gratuita. Non parlo di richieste di aiuto o suggerimenti intelligenti, ma solo di feedback negativi su come fare l’app come loro vogliono/hanno bisogno”.

Insomma: pretendono. Pretendono di insegnare ad uno sviluppatore (tra i migliori che abbia conosciuto in questo settore) cosa deve o non deve fare, per di più ad uno sviluppatore che gratuitamente ha creato una app/programma disponibile su praticamente ogni piattaforma esistente: Linux, Windows, macOS, Windows Phone, Windows 10 (UWP), Windows 8.1, iOS, Android, Symbian (un tempo lo era), OpenPandora, Maemo, RIM…

Vi ricordo, prima di darvi il link, i nostri articoli riguardo Dukto:

Attenzione: se siete maleducati e irrispettosi del lavoro altrui non scaricate Dukto

Io sto usando l’applicazione da qualche giorno, non presenta particolari problemi ma, anche quando ce ne sono, attendo pazientemente aggiornamenti (ma non solo con Dukto: con qualsiasi app di qualsiasi OS).

Una volta scaricata, in caso di aggiornamenti, sarà come per qualsiasi altra app: l’aggiornerete tranquillamente nello Store.

PS: scusate, ma leggere quel che ha scritto Emanuele mi ha davvero fatto imbufalire e sono solidale con lui e con tutti gli sviluppatori che devono ogni giorno sopportare certe cose…

Se anche voi volete provare l’ebrezza di essere utenti consapevoli e razionali, scaricate l’applicazione dallo Store.

Icona di Dukto
Dukto
Emanuele Colombo
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Mariano Mercuri
Chiedere ragione, è la prima cosa che l'apprendista filosofo dovrebbe apprendere a fare. Là dove nessuno chiede ragione, come può la filosofia anche solo cominciare? La domanda "perché?" ci fa scoprire l'intreccio di etica e logica, su cui i filosofi si interrogano, da Platone a Husserl. Se l'etica è la logica dell'agire giusto, la logica è l'etica del pensare [Roberta De Monticelli]