#Focus: Google… don’t be evil, please

Ormai da tempo Google stava corteggiando Softcard, un’importante azienda per i pagamenti in mobilità che negli Stati Uniti coopera con volti noti come Verizon e AT&T. Nelle scorse ore le due hanno trovato un accordo, con l’acquisizione del “core” della seconda da parte della prima. Lo scopo? Rilanciare Google Wallet, un servizio di pagamento proprietario della casa di Mountain View stessa, che pare non abbia riscosso molto successo e che ora si trova a dover fronteggiare Apple Pay.

softcard-windows

Vi starete chiedendo: “E a noi cosa importa?”. Google non ha perso l’occasione per sferrare l’ennesimo colpo basso a noi utenti Windows Phone, annunciando che terminerà a breve il supporto del servizio di Softcard al sistema operativo di Microsoft. La domanda è la seguente: “Perché?”.

Google ha sempre affermato di non provare interesse nei confronti di Windows Phone e lo ha dimostrato in più occasioni, basti guardare l’abisso che c’è tra le sue app disponibili sulla nostra piattaforma (**SPOILER ALERT** una sola app) e quelle di Microsoft reperibili sullo Store di Android (che sono ben 45) o il caso della app di Youtube (non solo non l’ha voluta realizzare, ma ha chiesto la rimozione di quella sviluppata da Microsoft).

softcard-doa

Sarà solo questo? O sarà che si sta rendendo conto di avere un’avversaria sempre più pericolosa? Avrà letto le notizie in merito ai nuovi accordi tra Microsoft e Samsung che pare comprendano la rimozione di gran parte del solito bloatware dal prossimo Samsung Galaxy S6 in favore di OneDrive, OneNote e Office e la probabile produzione di nuovi device armati di Windows Phone?

Non solo, forse si sarà resa conto che nonostante la percentuale bassa di mercato che detiene Windows Phone, quest’ultimo risulta essere una minaccia potenzialmente più pericolosa di iOS. Prendiamo per un attimo in esame due fattori. Innanzitutto dobbiamo considerare il fatto che Android nella fascia bassa e media non ha competitor al di là di Windows Phone (dato che Apple produce solo top di gamma) e che quest’ultimo (diversamente da Android) grazie alla sua scalabilità e ottimizzazione è in grado di funzionare in condizioni ottimali anche sugli smartphone da pochi euro e con hardware obsoleto (app comprese).

b87376cfa396150596d92ac67508a

Oltre a questo è verosimile che se Microsoft riuscirà a fare breccia con Windows 10, avrà una condizione di forte vantaggio rispetto all’azienda del robottino verde e questo vantaggio risiede nella controparte desktop. Android infatti non ha una versione desktop diffusa come è invece il sistema operativo per PC di Microsoft e questo fattore apre le porte ad una profonda e interessante integrazione e interoperabilità tra device di varia natura di cui Android non può avvalersi. A questo si aggiunge l’appeal delle Universal App nei confronti degli sviluppatori, che con una giusta diffusione di Windows 10 su PC e tablet, si ritroverebbero con una vastissima utenza a cui proporre le proprie applicazioni.

Mentre in linea generale un comportamento simile a quello di Google si può considerare realmente il frutto di uno scarso interesse (se facciamo finta di non sapere che Google è un’azienda miliardaria e che non le costerebbe nulla supportare Windows Phone), in questo caso ci troviamo davanti ad un comportamento “infantile” (Softcard è già presente e funzionante) e lesivo nei confronti dei consumatori.

Microsoft_Office_gratis_fuer_Android_und_iOS_w492_h312

Perché alla fine siamo sempre noi utenti finali che ci rimettiamo nelle lotte tra aziende. Mentre so che se domani vorrò passare ad uno smartphone dei competitor, Microsoft mi supporterà anche dall’altra parte (non perché sia una onlus, ma perché ha capito l’importanza del supporto multipiattaforma), so anche che se al momento volessi servirmi delle opportunità offerte da Google dovrei per forza appoggiarmi a lei (o ad Apple) e che se lo facessi dovrei legarmici a doppio filo.

Tutto questo è giusto? Vogliamo davvero un mercato di questo tipo? Microsoft in passato ha fatto degli errori in tal senso, ma ultimamente noto con piacere che ha cambiato rotta (motivo per cui da androidiano decisi di cambiare casacca), grazie anche ai nuovi vertici dell’azienda. Da ex utente del robottino verde ho solo una richiesta da fare al colosso di Mountain View:

“Google… don’t be evil, please.”

FONTE: Google/Softcard

Se reputi utile questo contenuto, aiutaci condividendolo!
Articolo precedenteArticolo successivo
Alessandro Del Grano
If something is expensive to develop, and somebody's not going to get paid, it won't get developed. So you decide: Do you want software to be written, or not? - B. Gates