#Focus: Quelle strane “voci”

Sono pronto a scommettere che tantissimi di voi non ci avevano mai fatto troppo caso, eppure ogni volta che installate un’app, non solo state sottoscrivendo un “contratto”, ma state soprattutto concedendo ad essere i permessi per fare un mucchio di cose che forse nemmeno conoscete con precisione. Se la prima cosa che state pensando è: ma quando?, dove?, e via così, allora sarebbe il caso che dedichiate qualche minuto alla lettura di questo articolo. Perchè? Perchè forse, domani, ricordando queste righe ed avendo qualche sospetto sulla “affidabilità” di un’app (ne abbiamo parlato: clicca qui e qui) , ci penserete mille volte prima di acconsentire ad installarla.

Partiamo dall’inizio: la privacy e la sicurezza del vostro “io” digitale.

Privacy è una parola inglese, che in italiano dovrebbe essere tradotta con “diritto alla riservatezza dei fatti propri”. Questa traduzione, che non è nè referenziata nè omnicomprensiva, può però essere utile a farvi capire di cosa parliamo. I nostri dati personali, così come la nostra corrispondenza o la nostra immagine, sono entità preziose e delicate, delle quali faremmo bene ad essere gelosissimi.

Spesso, putroppo, la fretta e la non conoscenza di alcuni “pericoli”, inducono la gran parte di noi a cedere con una certa leggerezza quanto attiene alla nostra sfera personale, complice anche una società civile che ha ideato i modi più disparati per carpire queste nostre informazioni. Chi di voi abbia una tessera punti del supermercato, un telefonino con il GPS, una carta di credito, ad esempio, sta comunicando per filo e per segno – rispettivamente –  cosa compra e quando, dove si trova in ogni istante della giornata, quanto spende e dove lo fa. Inquietante… ma vero.

Cosa possiamo fare per ovviare a ciò? Considerato che non possiamo andare a vivere nelle caverne, nè possiamo facilmente privarci di alcune comodità acquisite (ma qui: potremmo), cerchiamo almeno di stare attenti a cosa facciamo. Ora, visto che siamo su un blog di telefonia, parliamo di app e relativi “permessi”.

NOI E LE APP: AMICI o NEMICI?

Ieri avete installato quell’app di suonerie tanto simpatica ed innocua. Ma avete guardato bene bene la scheda dello Store ed i permessi che avete autorizzato a farle usare?

Non vi spaventate e fate un attimo di mente locale: cosa avete nel vostro cellulare?

Credito, nomi, numeri ed indirizzi dei vostri contatti, la vostra musica, le vostre foto, i vostri appunti. E molte altre cose, che sommate insieme, costituiscono la vostra identità, il vostro mondo e, quindi, un bersaglio molto ghiotto per quelle società che cercano dati e quant’altro per indirizzare la propria pubblicità, per cercare nominativi e così via.

In quest’ottica, le app, che pur ci servono, devono essere invasive il meno possibile. O, quantomeno, devono esserlo in maniera proporzionata alla loro natura. Che intendo?

Beh, se Instagram accede al mio rullino delle foto, credo sia normale. Se l’app per le suonerie della “”Furbetti&Polli” indica la necessità di accedere alle foto, già qualche sospetto in più penso sia legittimo, no?

Ecco. Qui ci viene in soccorso Microsoft.

ECCO A COSA DOBBIAMO STARE ATTENTI

Prima di installare un’app, possiamo andare nella scheda dedicata, per controllare a quali componenti tale app possa fare appello dopo averla installata.

Vi faccio un esempio con lo Store di Windows Phone (ma vale in maniera identica per Windows). Prendiamo un’app molto popolare come TELEGRAM.

Rechiamoci nello Store e cerchiamo Telegram. Una volta trovato, facciamo un tap ed andiamo nella scheda DETTAGLI. Apparirà una schermata simile alla seguente:

SE(5)

 

Bene. In alto, abbiamo il nome dell’app (cioè Telegram, v. punto 1).  Controllate sempre che il nome dell’app non abbia puntini, simboli o qualcosa che lo renda “strano” rispetto ad un titolo canonico.

Ora siamo sicuri che si tratta dell’app che cerchiamo.

Adesso , andiamo a leggere (v. punto n. 2) le info sui componenti utilizzati, indicati dopo “RICHIEDE:” .

Visto quante cose lasciamo “vedere” alla nostra app? La domanda ora è: conosciamo il signidicato di quelle voci?

COSA SIGNIFICANO TUTTE QUELLE VOCI?

Come dicevo, l’aiuto ci viene direttamente da Microsoft, che si è curata di spiegarci quelle meno intuitive. Quanti però si sono curati di degnare tali scritte di una pur semplice lettura?

Siccome non voglio ascoltare la flebile risposta, ve le elenco a mia volta:

Appuntamenti: consente a un’app di accedere alle informazioni su calendario e appuntamenti presenti sul tuo telefono.
■  Fotocamera: consente a un’app di accedere alla fotocamera integrata nel telefono.
■  Bussola: consente a un’app di accedere alla bussola integrata nel telefono, se disponibile.
■  Contatti: consente a un’app di accedere alle informazioni sui contatti presenti nel telefono.
■  Servizi dati: la rete dati o la connessione Wi-Fi del cellulare.
■  Giroscopio: consente a un’app di accedere al giroscopio integrato nel telefono, se disponibile.
■  Servizi di posizione: le coordinate della posizione approssimativa del tuo telefono.
■  Cataloghi di foto, musica e video: consente a un’app di accedere a tutte le foto, la musica e i video presenti sul telefono.
Microfono: consente a un’app di accedere al microfono integrato nel telefono.
Sensore di movimento e direzionale: consente a un’app di accedere al sensore di movimento del telefono.
Prossimità: consente di accedere alle funzionalità Bluetooth, Wi-Fi e NFC (Near Field Communication) del telefono.
ID proprietario: un identificativo anonimo che consente a un’app di distinguere una persona dall’altra senza fornire informazioni personali.
ID del telefono: un identificativo dispositivo univoco che consente a un’app di distinguere un dispositivo dall’altro.
Servizio delle notifiche push: notifiche inviate automaticamente da un’app al telefono in background.
Suonerie: consente a un’app di accedere alla raccolta di suonerie del telefono.
Scheda SD: consente a un’app un accesso limitato alla scheda SD.
Comandi vocali: consente a un’app di accedere alle funzionalità dei comandi vocali.
Portafoglio: consente a un’app di accedere agli elementi presenti nel Portafoglio o di effettuare pagamenti utilizzato il Portafoglio.
Browser web: consente a un’app di accedere al browser web del telefono.
Xbox: consente a un’app di accedere al servizio Xbox o alle informazioni dell’account.

Visto che roba? Porre la giusta attenzione, può fare seriamente la differenza tra affidarsi ad un’azienda seria o a dei cialtroni, come anche dare in pasto a chissà chi dati sensibili come le foto o i contenuti della nostra SD, quando non proprio accesso al nostro “portafoglio”, cioè i nostri soldi.

UN ESEMPIO PRATICO

Ho citato, poco sopra, due link agli articoli nei quali abbiamo parlato del problema relativo alle app fasulle che stanno infestendo di questi tempi lo Store.

Ok. Vediamo allora che differenza passa tra INSTAGRAM dell’ominica casa di produzione ed “INSTAGRAM..” della MobitechApps, cioè un’app FASULLA e, chissà, magari anche pericolosa.

Ecco l’elenco delle “richieste” di Instagram (VERA):

contatti
identità del telefono
acquisizione di foto e video
servizi di posizione
mappe
raccolta musicale
libreria di foto
riproduzione multimediale
servizi dati
servizio di notifiche push
sensore di movimento e direzionale
componenti browser web

Ed ecco l’elenco delle “richieste” dell’app fasulla con i puntini, Instagram.. (FALSA) :

identità del telefono
identità del proprietario
servizi di posizione
raccolta musicale
libreria di foto
riproduzione multimediale
servizi dati
tastierino telefonico
memoria SD
sensore di movimento e direzionale
componenti browser web

Come potete notare, l’app falsa ha un nome contraffatto, quindi fa capo ad una società della quale non sappiamo niente e che NON ha una reputazione da difendere.

Questa società fantasma, quindi, potrà sapere di voi: DOVE SIETE, ACCEDERE ALLE VOSTRE FOTO, QUALI FILE AVETE NEL TELEFONO E SULLA SD, ACCEDERE AL WEB etc.
Senza contare il fatto che conoscerà univocamente l’ID  del vostro cellulare.

Interessante, no?

CONCLUSIONI

Come accaduto in alcuni articoli precedenti (esempio), lo scopo al quale anelo non è spaventarvi nè criticare Microsoft o un singolo produttore, sia chiaro. La finalità di queste parole è cercare di aiutare anche i meno esperti a saper scegliere, cioè a diventare utenti (pardon, ma ‘consumatori’ lo odio come termine!) più avveduti e consapevoli. Null’altro, poichè sono convinto che una comunità attenta e ben “formata” possa essere il miglior filtro ed il miglior incentivo a migliorare le cose a vantaggio di tutti noi.

Detto questo, ed auspicando che l’articolo vi abbia reso più edotti in merito a questi aspetti di grande importanza, vi domando: vero che adesso ci tenete un pochetto di più alla vostra privacy?

Se volete, sentitevi liberi di scrivere nei commenti che cosa ne pensate e quali sono le vostre esperienze.

Ps. Auspico che… Se qualche “uccellino” dovesse decidere di volare a raccontare anche di questo articolo a qualche eremita della montagna, STAVOLTA almeno vi sia la decenza di iniziare l’articolo con “prendendo spunto da….” e non “ci stanno segnalando che”.  Arricchire una comunità è ANCHE non trattarla come una mandria di bovini al pascolo…

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