L’utente e le app: quando la gente non si merita uno smartphone

Lo smartphone ha “cambiato” la vita un po’ di tutti. Subito dopo la rivoluzione dei Social Network (Netlog, MySpace e Facebook in ordine cronologico), lo smartphone ha portato il mondo virtuale nelle tasche delle persone.

Nato dai palmari, come strumento di lavoro serio, non sono mancate le integrazioni con i più famosi Social e la nascita di titoli esclusivi di ogni genere nell’ambito videoludico. Se 10 anni fa si guardavano le email con il pennino su un touch resistivo, si aprivano documenti e si facevano tante chiamate, oggi abbiamo Facebook, Twitter, Instagram, WhatsApp, Candy Crush, Fifa 15, Asphalt 8 etc. etc.

Il successo di un sistema operativo è necessariamente legato alla quantità di sviluppatori che attrae e viceversa. Infatti Windows Phone vede mancare spesso applicazioni e giochi che “spopolano” su altri dispositivi. Oppure applicazioni che, pur essendoci ufficialmente, non sono trattate con lo stesso riguardo dalle software house che le hanno prodotte. Lo dico sempre: non sono Microsoft, Apple e Google a fare le app (se ne fanno una decina a testa è già tanto, rispetto alle 500mila del primo e del milione degli altri due). Microsoft, da questo punto di vista, sta facendo il miracolo di emergere lentamente, innovando (Universal App) e tante altre cose, un mercato che era già saturo.

Spesso, essendo più diffusi e trattati in maniera abbastanza analoga, capita che una software house (invento un nome: GigaApps s.r.l.) faccia un’app Y per iOS e Android che fa una determinata cosa, faccio un esempio assurdo: un’app in cui inquadri il nome di una via e ti dice a cosa è riferita o chi è il personaggio storico a cui la via è dedicata aprendoti la relativa pagina Web su Wikipedia. Ora, mettiamo caso che su iOS e Android faccia successo e venga scaricata da tutti. Su Windows Phone inizierebbero le lamentele perché GigaApps non vuole investire altro denaro per lo sviluppo di un’ulteriore versione per il nostro sistema operativo.

Ma poniamo il caso che l’anno scorso, o poco dopo la pubblicazione di Y, uno sviluppatore di Windows Phone che chiameremo Pinco Pallino, abbia fatto un’applicazione simile, magari con la differenza che invece di aprire Wikipedia su browser fa pronunciare il risultato a Cortana. Per assurdo l’utente medio penserà che l’applicazione di Pinco Pallino sia un “tarocco” di Y e che, a dirla tutta, è pure uno schifo perché non apre il browser ma usa Cortana.

Stasera mi stavo svagando un po’ su Facebook mentre le truppe di Age of Empire si stavano ricomponendo (20 minuti per meno di 5 minuti in battaglia). Ad un certo punto mi scrive un mio amico sviluppatore e mi fa leggere un commento sotto ad una sua app. Non faccio nomi e non riporto le esatte parole perché Roc è minorenne e quindi va tutelato:

“siete solo dei *** perché non morite brutti *** [richiami a divinità zoomorfe, forse egizie]. A parte ciò ho problema x, quest’app vi è uscita male dal posteriore. Sporchi ***”

Ora, di commenti del genere se ne leggono tanti, anche sugli altri Store. Ed è questo il punto: l’utente medio è consapevole di cosa sta utilizzando?

Innanzitutto, l’app in questione va a coprire una mancanza che non è dovuta a Microsoft in sé, bensì alla famosa GigaApps s.r.l. che non l’ha sviluppata per Windows Phone. In secondo luogo “vi è uscita male” fa pensare che l’uTonto in questione creda che tale app sia stata fatta da Microsoft: eppure c’è scritto chiaramente che è stata sviluppata da Pinco Pallino, che è una persona singola.

Questo sviluppatore, tra l’altro, sviluppa da quando aveva 12 anni. Ora ne ha 18. L’app in questione è stata sviluppata in una settimana. A parte qualche bug iniziale, lo sviluppatore ha dimostrato di essere un vero esperto in quel che fa. Nonostante la giovane età, come i migliori hacker, è riuscito ad entrare nei server della GigaApps s.r.l. e a scaricare i dati di essa: la sua applicazione è esattamente uguale a quella degli OS concorrenti (salvo piccole differenze che arriveranno nelle prossime versioni o a limiti di sviluppo in un determinato linguaggio piuttosto che un altro).

Ora mi chiedo: quanti a 12 anni si sono messi a sviluppare applicazioni invece che cercare tesori nascosti nelle proprie narici tra una partita e l’altra sul GameBoy? Facciamo anche che il poeta che ha postato il commento (e tanti come lui che insozzano gli Store) non sapendo che dietro un’app ci sia una persona più intelligente di molti di noi, e che quindi pensano di prendersela con i colossi (Microsoft, Google e Apple) dicendo quelle frasi, anche in quel caso, ritengo che chi sta a capo di determinate aziende sia da rispettare anche solo per la genialità con la quale, ognuna di esse, ha migliorato le nostre vite (non direttamente, ma pensiamo allo sviluppo tecnico e sanitario dovuto in parte anche all’ausilio delle macchine e dei software creati dalle aziende qui sopra e di tutto il mondo di altre aziende nate sulla scia di esse). Certo, parliamo di aziende, che devono realizzare un profitto. Molti pensano che solo perché ci chiedono dei soldi allora ci vogliono truffare, non è così! Certo, non fanno beneficienza, ma sono aziende che rischiano ogni anno, perché scelte sbagliate possono rovinare una storia di successi (vedi la divisione device and service di Nokia che ha sfornato cose non adatte ai tempi nei periodi sbagliati, dal 5530 in poi…), sono ben lontane dal volerci truffare.

Penso che il discorso sia chiaro: tutti, me compreso, vorrebbero che Windows Phone venisse considerato al pari degli altri OS, anche quando si tratta di app e giochini stupidi. Tutti, me e Pinco Pallino compresi, vorrebbero che Instagram, Facebook etc. fossero al top. Pinco Pallino potrebbe dedicarsi allo sviluppo di cose più originali, magari sviluppando per tutte e tre le piattaforme e fare finalmente i miliardi sfruttando la possibilità che la sua applicazione diventi “una moda”. Ma questo non vuol dire che su Windows Phone “non ci siano app” (ho 14GB di app sul mio Lumia e in questo blog possiamo consigliarvi un’app per ogni esigenza) e soprattuto: solo perché hai speso 150€ per un telefono non hai il diritto di insultare gente che lavora ed è indipendente dall’azienda alla quale affida la propria applicazione. Io ho speso migliaia di euro negli ultimi due o tre anni tra smartphone e tablet di vari OS, eppure ogni giorno ammiro la capacità di chi riesce a sviluppare anche la più semplice e banale applicazione, figuriamoci il lavoro magistrale di Pinco Pallino!

Che ne pensate? Quante stelle mi date?

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Mariano Mercuri
Chiedere ragione, è la prima cosa che l'apprendista filosofo dovrebbe apprendere a fare. Là dove nessuno chiede ragione, come può la filosofia anche solo cominciare? La domanda "perché?" ci fa scoprire l'intreccio di etica e logica, su cui i filosofi si interrogano, da Platone a Husserl. Se l'etica è la logica dell'agire giusto, la logica è l'etica del pensare [Roberta De Monticelli]