Microsoft: 297289,728 m2 per il suo Data Center in Iowa

Data center - Microsoft - iowa - Windows Lover

Microsoft espande il proprio data center in Iowa, coprendo una superficie di quasi 298mila metri quadrati! Ma non solo: vi racconto una storia interessante.

Ok, non è una notizia super fondamentale, ma racconta meglio di tante parole a che punto un’azienda possa presidiare un territorio e crescere, impattando in maniera anche rilevante sull’economia del luogo e sulle sue risorse naturali/economiche.

Giusto per capirci: leggete

Prima di proseguire, vi do una mano con due dati importanti:

  • iowa ” si legge “Aioua“. Ed è il nome dello Stato americano nel quale è collocato ciascun impianto del quale parleremo. Vero che ora il titolo che ho scelto è più chiaro?;
  • il valore di superficie originario era in square feet. Per agevolarvi nella comprensione delle dimensioni delle strutture, ho trasformato tutto in una unità di misura più comprensibile per noi italiani, cioè i metri quadri.
    Un campo da calcio (misure regolamentari consigliate dalla FIFA: metri 105 x metri 68) misura 7.140 metri quadri.

Il data center Microsoft occupa una superficie complessiva che equivale a quasi 42 (!!) campi da calcio regolamentari!!

Fatta questa doverosa precisazione, proseguiamo nel discorso.

Data Center Microsoft in Iowa: quasi 298 mila metri quadri di “sicurezza”

Come dicevo, alcune aziende – vedi la Fiat o la Alenia in Italia – occupano per “necessità industriale” granssime superfici, perchè “più grande è meglio è, come dicono alcuni docenti per sintetizzare un concetto o come diceva Cicciolina per farsi un po’ conoscere dal pubblico italiano.

Scherzi a parte, in genere un’azienda punta sulla superficie, in maniera da poter avere “sottomano” tutte le fasi del processo produttivo e, così, ottenre risparmi in termini di tempo (e costi) nel realizzare un prodotto finito. Ampi spazi, inoltre, assicurano capacità di stoccare le produzioni e, così, di regolare il flusso del prodotto nel mercato, in maniera da influire sul processo di determinazione del prezzo laddove domanda ed offerta si incontrino. Spesso, infine, queste aziende si collocano naturalmente in zone ritenute adeguate dal management, sia quanto a logistica (vicinanza di strade, presenza di servizi, di manodopera qualificata, etc.) sia quanto a disponbilità di risorse e materie prime essenziali per la produzione”.

A guardare bene, questo pare essere proprio il caso accademico anche per Microsoft.

Perchè big e perchè in Iowa?

La risposta a queste domande inizia in parte nel paragrafo successivo. Il prosieguo naturale è: sia perchè avere tutto in una sede è più vantaggioso, sia perchè poterlo controllare tutto in una volta è meglio (costerebbe di più fare altrimenti), sia perchè avere a disposizione tantissimi server richiede energia. Tanta tanta energia.

Se consideriamo che il rischio “rottura” è molto grande per gli apparecchi elettronici (sensibilissimi a campi magnetici, caldo e obsolescenza), possiamo capire come avere anche “sostituti pronti“, sempre nello stesso contenso, sia fondamentale per un’azienda come Microsoft che vuole fare del cloud e dei servizi digitali il suo punto di forza. Ne consegue che un data center di un’azienda globale, non possa che essere a sua volta ENORME.

Per ragioni di logistica interna, pare che Microsoft abbia separato gli “stabilimenti” in 3 parti distinte, ma sempre all’interno dello Stato dell’Iowa. Il concetto di prima non cambia, se consideriamo che ciascuno stabilimento potrebbe potenzialmente misurare (diciamo così, alla carlona) 14 campi di calcio cadauno. Mica bruscolini.

Considerate inoltre che Microsoft non possiede solo questi nell’Iowa, ma che l’idea di incrementare il totale della superficie nell’Iowa ha spiegazioni molto razionali.

Tornado, elettricità e risparmio

Cosa c’entrano queste cose con il data Center?

C’entrano, c’entrano. Pare che Ms abbia scelto di ampliare il data Center in Iowa per due ordini di motivi, strettamete connessi con quanto ho scritto nella parte introduttiva e concernente le scelte razionali del management:

  1. lo Iowa non è statisticamente colpita da devastanti calamità naturali, tali da far preoccupare, a livello programmatico, per la salute fisica degli stabilimenti. Inutile dire che avere un data center funzionante e in salute è la prima pietra sulla quale edificare un impero;
  2. si dice (non lo posso verificare direttamente) che il costo della bolletta elettrica in Iowa sia davvero molto molto più basso che altrove. Serve dire che in un Data Center il consumo energetico è costante e spaventoso al punto da poter influire sulla scelta del “dove collocarsi”? Non serve(r) [battutaccia, NdRoc].

Questi aspetti, risultano tanto più interessanti, quanto più diamo aggio alle voci di esperti del settore, i quali spingono più per il secondo punto (bassi costi energetici) che sulla reale “sicurezza” del posto geografico scelto, poichè l’Iowa è spesso flagellato da violenti uragani.

Ok, non penso una struttura progettata avendo coscienza di questo possa patire danni drammatici e irreparabili, tuttavia, l’idea di “espandere e separare” i siti che costituiscono i data center, seppure nella stesso stato, credo potrebbero confermare una lettura di “vogliamo risparmiare sulla bolletta” e “separiamo gli stabilimenti, pur restando qui, per poter ottenere un effetto di salvaguardia dei dati“.

Nulla toglie, infatti, che il primo sito (quello attualmente esistente) possa essere quello “main”, lasciando agli altri due (o uno dei due) di nuova costruzione, il compito di mirrorare informazioni o fungere da “alternativa” in caso di guai tenici/naturali.

Effetti a pioggia

Da un lato, quindi, abbiamo Microsoft, le sue esigenze in termini di spazio, di sicurezza e le conseguenze di impatto ambientale.

Dall’altro, lo Stato dell’Iowa, ben contento di avere il gigante di Remond nel proprio territorio, sia per il prestigio e per la ricaduta sull’occupazione, sia soprattutto per l’introito fiscale: l’azienda paga le tasse allo Stato sul cui territorio si trova. Pare che l’anno scorso, Microsoft abbia pagato qualcosa come 23 milioni di dollari di tasse all’Iowa, per gli stabilimenti industriali di sua proprietà.

Due riflessioni veloci

Pensateci bene, in futuro, prima di lamentarvi se Microsoft vi riduce lo spazio su One Drive. E pensateci bene bene prima di fare una ricerca con un qualsiasi motore online: state consumando energia e risorse naturali.

Riflettete anche, magari, sul perchè allora queste aziende, che pagano tasse e bollette stratosferiche, si accontentano di ricevere il vostro nome, congnome ed autorizzazione a “controllarvi”, quando vi forniscono un servizio GRATUITO.

Sicuri lo sia?

 

[AGGIORNAMENTO]

Del Vescovo’s Word

Karen del Vescovo, chi era costei? Trattasi della Vice Presidente Regionale (Est) di Microsoft Usa, la quale, in merito alla questione data center ha raccontato qualcosa di molto interessante durante un’invervista “di settore”.

Microsoft CFO Amy Hood will effectively “write a $15 billion check” for the cloud data centers that Microsoft will build this year, said Del Vescovo. “Not many CFOs get to do that,” she said. “That is pretty impressive. She is well aligned with (Microsoft CEO) Satya (Nadella) on how we are going to continue to build this vision out.”

Cioè, Amy Wood, la manager responsabile della gestione generale delle attività finanziarie (Microsoft) ha effettivamente scritto un assegno di 15 bilioni di dollari per i “cloud data center” che Microsoft costuirà quest’anno.

Un dato impressionante, che secondo la Del Vescovo va a perseguire la visione di Satya Nadella del “cloud first”, come un qualche occasione abbiamo avuto modo di raccontare.

Secondo la fonte, inoltre, questa maxi spesa supera di quasi 8 bilioni di dollari la cifra precedentemente stanziata nel corso dell’anno precedente.

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  • Le Onzio

    Vero, non ci rendiamo conto che tutto ha un prezzo, aggiungiamoci poi le cattivi abitudini, per pigrizia invece di scrivere l’indirizzo http://www.windowslovers.it usiamo il motore di ricerca, il quale userà energia e consumerà banda per restituirci l’indirizzo che cliccheremo per raggiungere il sito. Tanto per sparare sulla croce rossa, in Italia magari una struttura del genere, dopo lunghissimi studi, si costruirebbe alle pendici dell’Etna ?.

    • Joseph

      Sicuroo

  • Xfce

    Forse perché in Iowa non c’è il clima giusto per fare vigne in tutto quello spazio

  • Stefano Fabbri

    Grande articolo! Le “due battute” e risate che non mancate mai di inserire nei vostri articoli sono gioiose compagne di lettura! Complimenti