Microsoft e la sottile linea rossa tra tutela dei dati ed arbitrio: il caso dell’attacco terroristico di Londra | Focus

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Sul proprio blog ufficiale, Microsoft ha reso noto di aver attivamente collaborato con le autorità inglesi, a sèguito dell’attacco terroristico avvenuto a Londra una settimana fa. Però…

Vi prego di leggere tutto con calma ed attenzione. Gli argomenti sono molto delicati e mi piacerebbe ne venisse fuori un discorso costruttivo e civile. Grazie.

Dunque, del terrorismo e delle sue ragioni – che personalmente condanno al pari di “missioni di pace” ispirate solo a convenienza e violenza – eviterò di parlare, semplicemente perchè ritengo sbagliato addossare alla “fede” questioni che con la Fede non hanno davvero nulla a che fare, ma che anzi vanno decisamente contro i suoi principi fondanti, tra i quali mi piace ricordare il rispetto per la vita umana.

In ogni caso, restando nel nostro piccolo mondo elettronico, oggi vi racconto qualcosa che non molti hanno notato, ma che vista la nostra natura di curiosoni mi piace portare alla vostra attenzione. Un’azienda è sempre un’azienda, anche in caso di sciagure, ed anche quanto apparentemente fa il proprio dovere. Vado a spiegarmi.

Microsoft, sul blog Ufficiale: collaborazione con autorità

Pochissimi giorni  dopo l’attentato di Londra (ne avrete sentito parlare, ma per i dettagli vi rimando ad un post su Wikipedia), sul Blog Ufficiale di Microsoft è apparso il seguente post:

Responding to lawful requests
data: 27 Marzo 2017

Microsoft confirmed that it had received last week lawful orders seeking email information relating to the terrorist attack in London, and that it had promptly provided the information requested.  This follows prompt action when Microsoft responded to 14 lawful requests following the November 2015 terrorist attack in Paris and the Paris attack on Charlie Hebdo in January 2015.
Our team responded in under 30 minutes last week to verify that the legal order was valid and provided law enforcement the information that was sought,” said Microsoft President Brad Smith. “Our global team is on call 24/7 and responds when it receives a proper and lawful order. This of course is different from helping a government outside the rule of law to turn over private information or hack or attack a customer, which we’ve said clearly we will not do. We’re committed both to protecting public safety and safeguarding personal privacy, and we believe that proper legal process is the key to striking this balance.”

Diffondere notizie per giusta ragione, il parere di Microsoft

Quanto sopra, tradotto in maniera non letterale, suona più o meno così:

Microsoft precisa di aver ricevuto “ordine” da parte delle Autorità inglesi di fornire informazioni circa le mail che avessero a che fare con l’attacco terroristico di Londra, e di aver risposto con prontezza, fornendo le info richieste, così come già accaduto negli attacchi del 2015 a Parigi […] Questo naturalmente è diverso dall’aiutare un Governo, al di fuori dello stato di diritto, che ci chiede di consegnare informazioni private o “suggerimenti/hack” per attaccare un cliente, cosa alla quale abbiamo detto e diremo di no

Queste parole suonano molto forti, rispetto anche a quanto già ho avuto modo di raccontarvi qualche tempo addietro, circa la tenare resistenza di Microsoft a rilasciare dati personali alla Corte di Giustizia (o alle Autorità, diciamo così, genericamente) degli Usa.

L’accento è marcatamente posto (nel testo originale) sia sulla disponibilità 24 ore su 24, 7 giorni su 7, del team di lavoro Microsoft SOLO quando la richiesta sia a norma di legge e giustificata da precisi motivi, sia sulla netta riluttanza a fornire al Governo (o suoi intermediari legali) informazioni allorquando invece …. ?

Momento, momento, momento: cosa è giusto?

Ecco, il punto è questo. L’era digitale mette tutti noi di fronte a scelte che, spesso, più che un netto contrasto tra “giusto” e “sbagliato”, delineano uno scenario confuso tra quello che è viene immaginato come giusto ed il suo contrario, con mille posizioni intermedie a fare da ulteriore elemento di caos.

Mettendoci nell’ottica della Società civile, Microsoft sta praticamente SCEGLIENDO quali informazioni dare ed a chi. Cioè, per essere più precisi, il portavoce di Microsoft ha manifestato esplicitamente due tipi di situazione:

  • quelle in cui Microsoft riceve un ordine di un’Autorità governativa, fa le sue verifiche (?) e poi concede i dati;
  • ed invece quella in cui Microsoft riceve un ordine da un’Autorità governativa, fa le sue verifiche (??) e poi… Decide di non fornirli.

Riesco a spiegare l’assurdo? Se sì, mi chiedo: ma allora, cosa è giusto?

Nell’articolo che ho linkato, Microsoft si è fermamente opposta a concedere dei dati alle Autorità, portando motivazioni di privacy, tecniche e chissà cos’altro (leggetevelo, se vi va). In questa sede, invece, per quanto “umoralmente” le motivazioni sia comprensibili, ha dato libero accesso alle informazioni in suo possesso, così da permettere di catturare altri “cattivi” e di riportare l’ordine nel mondo (?).

Ed allora, qualquadra non cosa

Ripeto, ripeto e ripeto ancora: questo mio discorso va letto al di fuori della percezione di giusto/sbagliato che possiamo avere di chi usi il terrore o la violenza contro altri esseri viventi. Mi raccomando, non mi fraintendete. Condanno con fermezza chi usi la violenza per far valere una propria presunta ragione, chiunque lo faccia e per qualsiasi motivo.

Il mio discorso verte piuttosto sul grado di “antipatia” che una persona senziente dovrebbe riversare verso una società come la nostra, verso tutte le anomalie strutturali che ci confondono e ci portano a mettere il nostro cuore nelle mani di soggetti (economici e non) che non fanno altro che orientare un sentimento “di pancia”.

Non intendo accusare nessuno, sia molto chiaro, tuttavia desidero sottolineare una personale perplessità circa questa storia: in quale momento storico Microsoft ha ricevuto il potere costituzionale di SCEGLIERE a quale autorità concedere dei dati? E’ bene che alcuni abbiano un potere superiore a quello dello Stato al quale abbiamo concesso mandato di sovranità?

Faccio per dire: forse negare i dati di utenti collegati ad un attacco terroristico comporterebbe un drastico calo di consensi, mentre negare i dati di un “povero” evasore fiscale la fa sembrare più “grande Microsoft, che proteggi i nostri dati dal governo che ci spia“?

In quest’ottica – e ribandendo un: lungi da me giustificare o sostenere cose “strane” – come vi appare allora la presa di posizione del Governo Cinese, circa il quasi obbligo di riscrivere Windows 10 per adattarlo alla legge della Cina?

Ne abbiamo parlato in un articolo dedicato (Windows 10 su misura per la Cina: ecco i motivi).

Ecco, ora vorrei sapere da voi di che cosa stiamo parlando e, se ci riuscite, di indicarmi quale – secondo voi – possa essere considerato l’approccio “sbagliato” in questa vicenda…. Anche perchè, data la complessità dell’argomento, dò per assodato che non ne esista uno “giusto”.

 

Comunicato su Blog Microsoft | QUI

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  • Fabyo

    A me sembra che dicano che non lo fanno quando si tratta di richieste non fatte a norma di legge. Non che decidano loro quando una richiesta a norma sia valida o meno. Sbaglio?

    • Quando una richiesta fatta da un Tribunale (<–) o da un organo del Governo può non essere a norma di legge, considerato che hanno il potere [che deriva dalla Legge] di fare questa richiesta? E poi: perchè allora stavolta sì: quale legge hanno rispettato nel fare la domanda, questa volta?

      Credo di aver risposto alla tua domanda con le mie. Sollevavo proprio questo quesito: perchè una richiesta di un organo di giustizia è legittima (se riguarda il terrorismo) e un'altra no (se riguarda un tizio che froda fiscalente la collettività)?

      • Pure new wool

        Credo che la distinzione sia il fatto che a richiedere le informazioni sia un giudice, e quindi la richiesta sia parte di un procedimento penale rispettoso delle leggi, oppure arrivi da un’autorità o agenzia che non fornisca legittimi motivi per accedere alle informazioni, in questo caso MS potrebbe essere poi portata in tribunale dall’utente.

        • Il punto é proprio questo: non é Microsoft a dover valutare se il procedimento é legittimo o meno, bensì la magistratura (organo del potere statale).

          • Fabyo

            Eh ma se qualcosa non va qualcuno davanti alla magistratura il problema lo deve portare. E quindi Microsoft stessa, che prima di cedere a una tale richiesta fa la sua verifica. Anche perché se non lo facesse e ci scappasse quella volta in cui non è a norma poi sarebbe lei a dover ripagare gli utenti danneggiati.

          • Eh, lei già usa due pesi e due misure. È questo il punto.
            In Cina sì, perché comanda lo stato (il mercato…). Negli Usa nì, perché sceglie lei.
            Non funziona così.

          • Fabyo

            ah ecco quindi avevi in mente un paragone con qualcos’altro!! XD

            Credo che semplicemente faccia i suoi interessi, che sono tutelare le informazioni degli utenti e vendere. E quindi li faccia diversamente a seconda di ciò che gli è concesso nei diversi paesi. Ma questo penso che sia inevitabile.

            Ma alla fine il punto non mi sembra più tanto il libero arbitrio, (perché in realtà non è proprio così, nel senso che se deve farlo lo fa, se non deve non lo fa, non è che decide di farlo per conto proprio se non deve o di non farlo se deve), ma il fatto che appunto ci siano tutele e garanzie diverse a seconda dei paesi. Sbaglio?

          • No, sulle differenti tutele in base al territorio (cioè le leggi) di ciascuno Stato sovrano, ovviamente non sbagli.

            Ho dovuto appiattire molto il discorso, perché purtroppo se l’avessi messa in questa tua (giustissima) prospettiva, avrei dovuto scrivere tutto quello che ho scritto la volta scorsa in merito a. GOOGLE: dove sta la nazionalità di alcune informazioni, se i dati risiedono spezzetttati su server collocati in vari Stati? Quale sarà allora la legge preromimante?

            Bellissimo discorso, ma scrivendo 1740 parole di articolo già così, avrei fatto fuori qualcuno per noia hahaha

            Resta però che proprio questo discorso smaschera bene (riflettici) l’ambiguità delle dichiarazioni di Ms. I server cinesi saranno solo per i dati di quella popolazione o ci sono anche i miei?
            E se il mio Stato imponesse erba omnes un obbligo a fornire i dati senza che tu ti possa opporre?

            Come ho intitolato l’articolo? ☺️

          • Fabyo

            Ecco forse stiamo arrivando a un punto, bene. Leggendo anche altri commenti, forse hai posto un po’ troppo l’accento sul comunicato Microsoft collegandolo al libero arbitrio, che in quel caso specifico non sembra esserci.

            Per quanto riguarda l’ambiguità della dichiarazione di Microsoft, non sono quelle che devono far chiarezza. Nel senso che tale dichiarazione aveva lo scopo di dare una certa comunicazione, non di informarci su tutte le procedure per mantenere in sicurezza i nostri dati nei diversi paesi.

            Piuttosto che sta cosuccia (a confronto), il tema diventa quanto è libera una multinazionale di operare in diverse nazioni ed essere slegata dal territorio, e quanto rischio c’è per gli utenti. Davvero molto più complesso e probabilmente nessuno potrebbe trovare la risposta qui su un blog, ma porta a molte più riflessioni.

            Mi permetto di unire un mio pensiero su pokemonGo, che ebbi qualche mese fa. E vi rientra anche l’altro discorso sugli strumenti. PokemonGo è un gioco, uno strumento per portare divertimento. Ora io credo che sia facilmente prevedibile, in un mondo pieno di gente che posta selfie mentre guida, fa le storie, si trucca, messaggia, legge il giornale (mi è capitato pure di vedere uno col giornale sulle gambe a un semaforo rosso), uno strumento come pokemonGo possa portare molti problemi (non solo legati alla guida tra l’altro). Un’azienda che mette sul mercato uno strumento simile non può non preoccuparsi delle conseguenze. Preoccuparsi delle conseguenze vuol dire che PRIMA che esca il prodotto devono essere prese tutte le precauzioni, del tipo non funziona a velocità di auto, del tipo non trovare Pokemon in NESSUN luogo a rischio. E per prendere precauzioni simili deve avere un distretto profondamente legato al territorio che prepari per bene il tutto. Costa? Certo, ma è giusto che costi, la sicurezza costa, le cose ben fatte costano, guadagnare “dovrebbe” costare.

            Insomma quanto una multinazionale può permettersi di essere indipendente, totalmente slegata, dal territorio?!? Devono essere libere di sviluppare e distribuire qualcosa basato sulla realtà aumentata senza esserci mai stati in quella realtà? Liberi di mantenere le informazioni degli utenti fuori dal paese dell’utente, l’unico paese in cui ha voce in capitolo? Ci saranno un sacco di norme internazionali su molte cose, ma può sempre succedere che qualquadra non cosi!

            Magari non l’ho trovato io, ma un tema simile non traspariva dall’articolo. Se dovessi avere lo stesso riscontro anche in altre persone, ti direi quasi quasi di riproporre questo tema in un altro articolo, perché secondo me è davvero interessante ed è un peccato perderlo.

          • Gabriele

            Ringrazio Fabyo per aver espresso meglio di me i concetti che avevo in testa. Confermo la sensazione di fabyo per l’articolo e cioè il libero arbitrio di MSFT in caso di richieste giuridiche e legalmente corrette. In quel caso una multinazionale deve verificare l’attendibilità del documento e che vi sia tutta la documentazione. Non si spinge tendenzialmente oltre, anche perché mezz’ora non sarebbe sufficiente per fare una discussione morale caso per caso. Il comunicato sottolinea come l’ufficio legale è stato efficiente nel fare il suo lavoro.

            La frecciatina finale legata ad hack e richieste fuori dalle normative credo sia legata alle scaramucce soprattutto in USA legate alla possibilità che MSFT come Google ed altri debba fornire backdoor per l’accesso a dati sensibili dell’utente in modo preventivo. Qui si apre un altro enorme discorso su dove finisce la mia privacy in nome della sicurezza nazionale. Ogni comunicato per essere usato per mandare segnalo più o meno espliciti ad enti o governi.

            Credo il cittadino cinese verrà informato, almeno nel documento di termini e condizioni che nessuno legge, delle modifiche fatte a W10 per essere usato nella sua nazione. Che poi così o nulla, insomma lo si intuisce già a priori che debba esserci qualcosa di diverso perché l’os sia stato accettato dal governo.

            Questione avviso i terroristi: La legge prevede di certo caso o situazioni in cui la divulgazione di tale informazioni comprometta le indagini e quindi la multinazionale è obbligata a non comunicare. Ad esempio se so che ho la casella controllata evito di usarla, al pari di un numero di telefono. Se invece la cronologia della mia mail è stata acquisita dalla polizia per indagini possono anche comunicarlo. Tanto non cambierà i dati già in possesso delle forze dell’ordine. Insomma generalizzare non è facile, ma le leggi nascono proprio anche per differenziare i casi e tutelare al meglio l’utente finale

          • Scusami, leggo solo ora.

            Sì, il tema è interessante, ma richiede un approfondimento ENORME ed in parte ne ho parlato proprio in un articolo (che mi pare tu abbia letto) dedicato al fenomeno Pokemon GO. Approfondirei ancora, ma davvero dovrei entrare in tematiche che qui sarebbe difficile trattare.

            Penso, tuttavia, che proprio a causa del mondo “anomalo” in cui viviamo, molti abitanti delle zone “a rischio” insorgerebbero contro quei poveri programmatori che hanno OSATO parlare male di una parte della città, causando più danno di immagine che altro alla software house. Certo, sempre che il “parlatene bene, parlatene male, purchè se ne parli” non sia il loro motto aziendale.

            Tornando al discorso su Microsoft, non penso ci siamo avvicinati ad una lettura più corretta, poichè più semplicemente continuiamo a girare attorno al problema.
            Microsoft è una multinazionale potente. Ciò che dichiara ha due conseguenze dirette: una riguarda gli investitori, una i clineti.
            La dichiarazione “poco approfondita” di questo comunicato, tale è. Ed a mio modo di vedere è solo un sistema “parac…” di far credere che MS tiene ai dati degli utenti, permettendosi (ripeto per un’ennesima volta) di raccontare una realtà che non esiste, lasciando sospese domande importanti, che ripeto:

            dunque, Microsoft ha avvisato i terroristi delle ingagini in corso?;
            duenque, Microsoft non ha nessun mio dato in Cina? ;
            dunque, Microsoft non concede mai i dati a fini pubblicitari? ;
            dunque, Microsoft non è scesa a patti con il governo Cinese, che non solo pretende i dati, ma li vuole ancora prima di iniziare a parlare di “diritti”? ;
            dunque, Microsoft ha detto una cosa sensata nelle sue dichiarazioni in cui “valuta la legittimità di un atto di richiesta formale di accesso ai dati di ORGANI STATALI?

            Come noterai, tutte queste domande hanno un unico filo conduttore: l’ipocrisia di un’azienda che dice cose che – a mio parare – non sono veritiere e restano circostanziate in base alla necessità di apparire “in un certo modo” nei confronti di utenti ed investitori.

            Un utente felice (Ahhh, bene, quindi Microsoft mi protegge dallo Stato malvagio… Non come google… Bene!!!111!!!) porta utile e consenso. Ciò rallegra gli investitori. Non scendere a patti con il governo Cinese, invece, avrebbe intristito gli investitori, quindi fa nulla se in questa zona (e in chissà quante altre, meno platealmente) possiamo fregarcene del “difendiamo i vostri dati”, perchè noi siamo un’azienda e diciamo/facciamo solo quello che fa UTILE.

            A chiusura di tutto questo, aggiungo soltanto una cosa fondamentale: MICROSOFT non è NESSUNO (a livello giuridico/costituzionale) per valutare la legittimità di un atto in pochi giorni… Questo punto mi pare che non si sia capito….

            Micrsofot DEVE obbedire alle richieste di un’autorità costituita OPPURE opporsi. Non esiste NESSUN altro modo di agire che non sia questo. Come noterai dal comunicato, invece, un dirigente (non io, quindi), ha affermato che Microsoft attua un controllo di legittimità della richiesta e decide se fornire i dati oppure no. Non so tu, quindi, ma io non ho mai trovato Microsoft tra gli organi costituzionali di nessuno stato su questo pianeta. :P
            Microsoft – per concludere – ha solo il diritto di opporsi, MAAAA mi pare lo faccia SOLO quando le conviene.
            Questo ho detto in tutto il mio lungo articolo.

          • Fabyo

            L’articolo su pokemongo non l’ho letto, ho scoperto il blog pochi giorni fa. Ciò che ho detto deriva semplicemente da miei pensieri espressi in commenti su altri blog quando scoppiò il fenomeno.

            Microsoft ipocrita? Si, questo punto non è in discussione!! L’ipocrisia regna sovrana ormai ovunque, figuriamoci in queste multinazionali. La Apple ha fatto scuola, ha fatto vedere che smetterla di cercare clienti ma costruirsi tifosi rende molto di più, e ora le aziende parlando tranquillamente di fan… a me vengono i brividi a vedere la tranquillità con cui questa cosa è accettata. Il tifo è cosa propria dello sport, e basta!! Ovunque altro si porti fa danni, e starebbe a noi cercare di evitare che accada. Ma in quest’era dove internet da sempre più voce agli approfittatori e agli imbecilli la situazione invece che migliorare peggiora, e sono sempre tutti più felici più l’hanno piantato nel deretano senza nemmeno che se ne accorgano.

            Però il tema dell’ipocrisia e gli altri temi di cui abbiamo parlato sono venuti fuori molto di più in questi commenti piuttosto che nell’articolo.

            Per finire, l’unico punto su cui non ci troviamo d’accordo (pazienza, sopravviveremo XD) è l’interpretazione delle parole di Microsoft. Nel senso che certo che Microsoft può esaminare la legittimità della richiesta, anzi DEVE farlo proprio perché ha delle responsabilità verso i suoi utenti. Non può decretarla illegittima magari, e quindi deve opporsi nella maniera prevista. Ma per opporsi deve necessariamente valutarne la legittimità.

            La parte in cui dice che non dà i dati per altri scopi può avere tanti significati… può essere una paraculata (probabile), può essere un “nel caso ricevessimo richieste simili ci opporremmo per quanto possibile perché le riteniamo illegittime e pensiamo ci siano le basi per discuterne”, può essere un “ci arrivano altre richieste non ufficiali e non forniamo alcun dato”. Non la vedo collegata a nessun libero arbitrio di Microsoft.

            Anche l’ultima cosa che dici, a Microsoft conviene sempre opporsi, perché sui dati degli utenti non può permettersi di prendersela alla leggera. Il problema della Cina è che non ha proprio il diritto di opporsi (ha invece quello di rifiutarsi di vendere in quel mercato, ma ovviamente non vorrebbe mai farlo). Quindi appunto torniamo al discorso del libero arbitrio di avere rapporti con certi paesi, o di avere informazioni non proprie di quel paese magari su server in quel paese. E qui come ho detto condivido pienamente. E torna anche il discorso che devono essere molto più legate al territorio, del tipo tenere le informazioni degli utenti italiani SOLO in server italiani!! O magari farti pure scegliere in server di quali paesi mantenerle.

            Il comunicato non ha comunque lo scopo di chiarire il come Microsoft si comporta dal punto di vista legale in tutti i suoi aspetti. È un breve comunicato per tranquillizzare gli utenti, proprio per questo è ambiguo, impreciso, e superficiale su certi aspetti, non era lo scopo.

            Insomma diamo d’accordo su tanti discorsi, è la sola connessione con questo comunicato che ci divide! ;)

          • (ps. No, non tutelare le info degli utenti. NO! La frase giusta è “usarli quando serve e fingere di tutelarli quando fa comodo!).

          • Fabyo

            Si, il tutelare in questo caso era da utilizzi esterni.

      • Fabyo

        Il fatto che abbiano il potere di fare alcune richieste non vuol dire che abbiano sempre il diritto di esercitare questo potere. La legge non la fanno i tribunali, la applicano, e possono anche sbagliare.

        “Our team responded in under 30 minutes last week to verify that the legal order was valid” a me sembra di capire che qui non venga posto il dubbio della ‘validità morale’ della richiesta, ma della validità legislativa. Evidentemente ci sono cose che possono essere richieste e cose che non possono esserlo, o sulle quali quantomeno si può discutere.

        Tra l’altro l’ultima parte non mi sembra parlare di richieste provenienti da un tribunale, e non credo che il governo abbia il potere di farle di sua iniziativa. Microsoft non infrange nessuna legge nel non fornire tali informazioni, finché un tribunale non stabilisce che deve farlo.

        La possibilità invece l’hanno tutti, posso scriverla pure io una mail a Microsoft.

        • Se un Governo effettua una richiesta di informazioni, lo fa con metodologia e procedure previste.
          In questo senso GIUDICI E GOVERNO, non sono figure casuali e genereiche, bensì promanazioni di un potere costituzionale, a differenza di ‘chiunque’.

          Microsoft sta scegliendo a chi fornire i dati ed a chi no, innanzi due richieste LEGITTIME che provengono da organi statali.

          Il punto è questo. È ad un privato che MS può non fornire i dati su richiesta, tranne (appunto) se non sostenuta da un provvedimento superiore.

          • Fabyo

            O hai in mente dei casi specifici di cui stai parlando, e allora tanto vale parlare di quelli, oppure sono tutte interpretazioni su quello che si legge in queste poche righe di Microsoft, e nel caso io le interpreto in tutt’altro modo.

          • Parlo di questo caso, in base all’articolo che ho scritto. ☺️

            Microsoft non può avere arbitrio circa ‘se o meno’ fornire dati. Nè dispone di poteri per dire cosa sia leggitimo o meno. Forse non riesco a spiegarlo io.

            Microsoft ha solo diritto di opporsi ad una richiesta di un organo statale, aprendo un contenzioso.

            Sei ovviamente libero di leggere quello che meglio credi in quello che ho scritto ?

          • Fabyo

            In questo caso per l’appunto Microsoft non ha avuto arbitrio, ha detto che ha valutato che il tutto fosse secondo legge e ha eseguito. Il controllare che sia a norma di legge direi che è non solo un diritto, ma anzi un obbligo, soprattutto nel momento in cui si parla di dati di terzi.
            Se non fosse stato a norma di legge si sarebbe opposta.

            Poi fa un accenno al discorso di non fornire dati riguardo a eventuali altre richieste, non parla di nessun caso specifico in cui si sia rifiutata. Non sappiamo né se abbia ricevuto richieste sottobanco, né se ne abbia ricevute di ufficiali e si sia opposta, né se sia un qualcosa buttato lì per tranquillizzare i paranoici della sicurezza (e non mi sto riferendo a te, sia chiaro, che semplicemente interpreti in modo diverso da me tali parole, e su quella base poni legittimi e condivisibili dubbi).

          • Comprendo il punto di vista che stai sollevato e mi fa piacere discutere con chi si mostra educato e pronto a confrontarsi. ?

            Detto questo, ribadisco: il dirigente ha detto che Microsoft effettua un controllo sulla legittimità della richiesta… Il punto sta qui… NON PUÒ.

            Microsoft può solo opporsi attivando un contenzioso. Non decidere in autonomia un ‘questo sì, questo no’. Forse per questo non ci stiamo tanto capendo.

            Non esiste da nessuna parte che un organo statale ti chieda dati per evitare o accertare un crimine (specie se territorialmente competente quell’organo) e tu dici ‘secondo me non è legittimo’. Non-esiste.

            Devi difenderti nelle sedi opportune, se reputi la richiesta non sottostante a norme imperative.

            Infine, direi che l’altro articolo richiamato dimostri che MS decide un po’ troppo allegramente come modulare il rilascio dei suoi dati. ?

            Persino il discorso su ‘informare o meno gli utenti’, che mi sa che non s’è ben capito, riguarda un filo molto sottile che divide interesse pubblico ed interesse privato.

          • Fabyo

            Ti ho risposto a questa cosa praticamente in un altro commento. E mi sa che stai già rispondendo.

      • Gabriele

        Roc devi riordinare un po’ i pensieri! Anche quando scrivi :D

        Tornando seri! L’articolo che hai linkato parla della volontà di Microsoft di avvisare l’utente finale quando un governo, in modo lecito e consentito dal diritto, chiede di poter consultare dei dati. Non c’è traccia di una opposizione da parte di MSFT a comunicarli se richiesti in modo congruo. Allo stesso modo anche qui è stata valutate la richiesta e si è agito di conseguenza.

        Mi sembra l’approccio più giusto e la giusta mediazione tra sicurezza e privacy dell’utente

        • Non so come arrivano, i miei pensieri, ma ti assicuro che partono tutti con assoluta chiarezza.

          Microsoft vuole avvisare, ma come avrai desunto – non sono stato chiaro, mi sa – si rifiuta di fornire dati quando ritiene non sia giusto/legittimo.

          Il punto è: in base a quale norma?

          ‘Congruo’, se c’é di mezzo una legge, perde di senso. Si parla solo di Consentito o vietato.

          • Gabriele

            La battuta era per il paragrafo intitolato “Ed allora, qualquadra non cosa”, magari solo non ho colto la battuta io nella scelta del titolo e faccio mea colpa :D

            Sono un ingegnere e non un avvocato quindi i miei vocaboli tecnici in questo caso potrebbero lasciare un po’ a desiderare :D Nello scrivere in modo congruo intendevo il ricevere una richiesta formulata secondo le leggi vigenti e richiesta dall’ente preposto. Se queste sono le condizioni da quanto ho capito MSFT concede i dati. Quello che invece non ha intenzione di fare è lasciare una backdoor, ad esempio a strutture governative americane, per poter ottenere informazioni a priori e in modo completo. Un richiesta di dati si limita ad una persona, magari ad un periodo temporale, ad un certo servizio. Insomma sono dati trasmessi in modo limitato.

            Per proseguire nella discussione, sai farmi un esempio di quando non ha fornito dati? È domanda dettata da ignoranza e non dal voler provocare :D

          • Prr. Guarda che ci leggiamo da tanti mesi ormai. Lo so cosa intendevi. Non te preoccupà.

            Le sentenze americane sono un po’ differenti dalle nostre perché loro adottato un ordinamento in cui, in molte occasioni, le pronunzie dei giudici si stratificano sulla legge, spesso creando leggi vere e proprie.

            L’articolo sul fatto Che MS voglia informare l’utente in casi di indagini è già un caso.
            Microsoft fa l’azienda e si fa pubblicità (voluta o meno) tramite queste cose.

            Qui in linea di principio immagino abbiano informato i terroristi delle indagini, no?
            E i cittadini cinesi, dopo aver scelto di modificare Windows 10 per la ‘sicurezza nazionale’?

            Lamento questo: non trovo coerenza in questa difesa a macchia di leopardo dell’ utente.
            Poi che abbiano fatto bene o male è un altro paio di maniche.

            Inoltre, ripeto: Microsoft può opporsi ad una richiesta, ma nei limiti di legge. Non in base ad un suo giudizio personale, che come dicevo non so quanto sia super partes.

  • Stefano

    Io penso che solo chi criminale ha qualcosa in contrario ad aiutare la polizia o i governi. Se può aiutare le autorità, ben venga che utilizzino i mezzi informatici, al diavolo la privacy. È una cosa da bambini questa privacy, preferisco di gran lunga che la polizia abbia i migliori mezzi per proteggerci che stupidamente nascondere informazioni ed ostacolarne il corso. E Microsoft che dia tutto quello che viene ritenuto necessario. Terroristi, mafiosi, pedofili e trafficanti di droga e persone. E mi venite a parlare di privacy? Non lo percepite il pericolo?

    • Giusto, ma discutibile. In linea di principio, nessuno che non abbia nulla da nascondere deve avere paura. E’ verissimo.

      Però, come disse una persona importante: chi controlla i controllori?
      In genere è la LEGGE che dovrebbe fare da spartiacque tra “lecito e non lecito”, tra arbitrio e legittimità.
      Sollevo proprio questa questione: come mai a decidere non è un organo delegato dalla volontà popolare, bensì la “scelta” di una Azienda, almeno in questo caso?

      • Stefano

        Per l’amor del cielo, il mondo in un modo o nell’altro si baserà sulla buona volontà e sul senso civile delle singole persone. La legge non può arrivare ovunque, e i primi ad applicarla sono le persone, decidendo se o se non denunciare i fatti.

        • Danny Godhouse

          Poi pero’ capita che denunci un furto e il carabiniere di turno ti ride in faccia eheh
          E’ molto interessante il vostro mondo ideale che vi siete creati.

          • Non sono tutti uguali. E non sono tutti corrotti. Solo che è difficile fare il tuo lavoro se nemmeno l’istituzione ti supporta.

            Chi fa come hai scritto, sbaglia. Ovvio.

          • Danny Godhouse

            Si certo. Come non tutti i preti sono pedofili.
            L’ho scritto solo perche’ e’ capitato ad una mia vicina. Non ci volevo credere.

          • Infatti. Ogni grande famiglia ha dei membri pessimi. È nelle cose umane. Come è umano mettere a fuoco solo le cose brutte, spesso, sparando nel mucchio. ?

      • Ricordo tempo fa 2 video usciti su Ubisoft Italia (ed ignorati dai “fan” della Ubisoft se cosìli possiamo definire) usciti con il rilascio di Watch Dogs 2 (e su cui erano in tema) in cui dimostravano che certi dati venivano venduti da alcuni stati a aziende di vendita, compagnie telefoniche e chi più ne vuole ne metta… Dopo ve li allego.

        • Danny Godhouse

          Pure i fan della Ubisoft! Mi mancavano! eheh

          • Si, effettivamente in questi anni si sono inimicati un po’ di pubblico: Con Watch Dogs hanno giocato troppo sull’hype e la gente se ne è lamentata al Day One… Con altri giochi ha eseguito dei downgrade che non glieli hanno fatti dimenticare… Con For Honor i server puntano sul loro p2p… Insomma… La cosa più brutta è trovarsi della gente che dice “ma imparate a fare i server meglio barboni” quando il video parlava di un possibile gioco su Avatar. (che poi quando gli ho fatto notare l’errore, si è difeso con “ma chi ti ha chiamato” più volte XD). Troppe volte trovo quest’utenza. Poi gioco a Rayman Legends e mi ricordo dove sta la bravura di questo team…
            Tralasciando AC che è solo SOLDI SU SEQUEL!!!

          • Danny Godhouse

            Non l’ho mai giocato ma ne ho sentite di ogni tipo su Watch Dogs :)
            Rayman Legends e’ troppo bello!
            AC mi sono fermato al 3 credo ^^
            Ora pero’ aspetto le critiche su Mass Effect Andromeda! Saranno senza fine!

          • Watch Dogs l’ho giocato 3 volte dato che è stato il MIO primo TPS ufficialmente: parer mio è il fatto che l’hacking fosse molto limitato (e si sono ripresi col 2), lo shooting non mi ha emozionato (col 2 un po’ l’hanno fatto), la grafica è “non scadente” (difficile trovare imprecisione, ma funziona bene), lato positivo l’ottimizzazione (girava sulla mia gt 630 a basso a 30fps rispetto al 2 che con una RX 460 ha stuttering a dir poco schifoso almeno di non avere un SSD – ho un 7200 RPM -), la storia è carina e i personaggi sanno emozionarti (Solo il DLC di T-Bone varrebbe tutto il gioco), a discapito di Aiden Pearce – protagonista -, le cui animazioni facciali durante la seconda pare di gameplay, sono piano piano degradate (fa sorrisetti a caso ed ha una bocca fatta da cani), l’ambiente non è malissimo e in alcuni momenti (special modo la sera, è immersivo), non ci sono molti elementi particellari, cosa che l’avrebbero reso molto più apprezzabile a livello di occhio, a livello di mappa, la grandezza è giusta giusta per eseguire le missioni.

            Sul secondo capitolo a livello di storia ho avuto invece alcune delusioni: hanno ripreso cose dal primo capitolo e dal DLC e hanno reso tutto adatto al tema Dedsec, che non ci sta assolutamente male, anzi si distacca abbastanza a livello di colori, ma lato storia sembra di stare in una serie di missioni secondarie… ad un certo punto per “riempire i followers” te le fanno proprio fare… Tutto il resto niente da dire se non lo stuttering: open world veramente bello con anche molti easter eggs, Street arts, e chi più ne vuole ne metta ed un’hacking forse leggermente lento da applicare durante le missioni, ma veramente bello. Lato forse negativo e positivo è la guida: tu puoi divertire a guidare, fare derapate ed impenate, ma per quanto riguarda le auto in strada… è come una corsa su binari in cui tutte le altre auto distano alla stessa distanza e tu devi fare destra, sinistra, destra,… Difficile che ti capitino degli incidenti che ti blocchino la strada perché il range in cui vengono caricate le macchine, penso sia di 1 km e lo dico perché mi sono messo su una gru, ho osservano la strada, ho sparato ad un civile e gli MPC hanno incominciato ad interagire, ma dopo 20 macchine, vedevi in lontananza altre che “spawnando”, vedevano la coda e la sorpassavano… gli NPC interagiscono, ma finché gli sei vicino, poi dopo vanno su binari… Forse castrato come AC Syndicate, in cui, per non rischiare di farlo finire come Unity, gli hanno ridotto le persone riducendo di fatto la “bellezza grafica”

          • Danny Godhouse

            Ma tu sei un recensore di videogame per caso? Sei bravissimo! Veramente preciso e completo. Sperando che la mia scheda lo permetta (GTX 960) mi e’ venuta voglia di provarlo! Grazie per la veloce recensione! :D

          • Nessun recensore: Parlo per cose soggettive. La tua gta 960 è più potente della mia RX 460e se non erro ha anche 4gn di Vram, quindi non avresti nessun problema ne sul primo che sul secondo: La scelta va a tuo gusto. Il fatto della storia credo non sia solo un mio parere in merito a longevità ed “emozioni”: Anche altri hanno notato una troppa semplificazione nel secondo, per tutto il resto in sintesi vai sul 2^. Conta che la Ubisoft nel primo è partita da 0 e col DLC ha fatto un bel passo -in avanti- e lo ha capito dalle recensioni. Nel secondo, ha reso il gioco forse fin troppo da “consumer” e l’ha migliorato tanto, ma tanto… Non ci fosse quello stuttering… Mannaggia a loro!!!
            Non ci spendere troppi soldi: Su g2a od altri per esempio ormai ci trovi dei prezzi che non sono minimamente comparabili con quelli di Steam o di Uplay (su cui puoi comunque sfruttare i punti). Se vuoi divertirti anche su online (cosa che non ho citato per dimenticanza), vai per il 2^: Nel primo è anche un po’ deprimente vedere 2 Pearce che si combattono quasi identici…

          • Danny Godhouse

            Si esatto ho la MSI GTX 960 Gaming 4G.
            Ma se prendo solo il secondo non ci si perde niente circa storia vero?
            L’online non mi interessa molto veramente che se ho capito bene ha solo il 2^.
            Credo che comprero’ il 1^ che spero costera’ anche meno. Poi se mi piace prendo anche il 2^!
            Se posso vorrei disturbarti ancora in futuro! Grazie ancora per la dritta! :D

      • Danny Godhouse

        Ma cosa conta la volonta’ popolare? Quei dementi in parlamento chi li ha scelti?

        • Li abbiamo scelti noi scegliendo tra il peggio, il più peggio ed il meno peggio: Sono bravi sti politici a fare i patti XD

          • Danny Godhouse

            Che poi se non rifanno la legge elettorale la prossima volta chiunque voteremo non vincera’ nessuno. Si dovranno per forza alleare e si daranno la colpa a vicenda per i nuovi casini che combineranno :D

        • Gente che li definisce dementi e poi o non va a votare oppure li vota nel segreto dell’urna, dopo aver preso un piccolo premio per farsi convincere.
          Ecco cosa c’entra.

          All’estero non hanno nemmeno la scusa di aver governi provvisori ad oltranza. Ma quasi sicuramente avrai una buona parola anche per loro. ?

          • Danny Godhouse

            Aspe che ti faccio la lista.
            May, Le Pen, Fillon, Hollande, Sarkozy, Putin, Mubarak, Erdogan, Maduro (potrei continuare) e il migliore Trump!
            Non scherzano manco all’estero. Almeno da noi non comanda un dittatore ma un fantoccio (il signore Molte Gentile)…

          • Bisogna prendersela in ogni caso con gli elettori… O con le società che gli elettori hanno ‘creato’. Purtroppo è un circolo vizioso che non finirà sino a che la gente non la smetteterà di dare potere sempre agli stessi o, peggio che mai, proseguirà a pensare di fare un grande dispetto non andando a votare.

            May, chi sarebbe, la nuova CEO di Microsoft? ?

          • Danny Godhouse

            Azz l’ho appena saputo che Theresa May e’ diventata CEO ad interim di Microsoft!
            Lo dicevo io che il settore mobile l’avrebbe rovinato! Povero Nadella! :(

          • Eh, hanno killato satya.exe ed i processi attivi avviati da mobilefirst.dll e MSCeo.dll.

    • Fabyo

      Sarebbe bello se potesse essere così. Il problema è che poi chi si occupa di queste cose sono uomini, e in quanto uomini nel migliore dei casi non sono infallibili, nel peggiore sono utilitaristi, menefreghisti e quant’altro. E in Italia ad esempio le persone appartengono più questo secondo gruppo.

      Ogni strumento va usato bene, se lo si usa male si rischia solo di far danni alle persone. La violazione della privacy è uno strumento che può portare a tanti benefici, se ben usato, ma anche a rovinare la vita a molta gente, se usato male.

      • Stefano

        Anche qua in Italia, mi fido della polizia.

        • Fabyo

          Non è la polizia il problema, perché per quel che riguarda la polizia va pure bene rischiare di esagerare piuttosto che farsi sfuggire qualcosa. Il problema è dopo, in cui invece dovrebbe succedere il contrario, cioè rischiare di perderne qualcuno piuttosto che prendere qualche innocente.

          E se ti fidi del dopo, bè fai molto male.

          • Stefano

            Innocenti in carcere? Ma sei serio? Manco c’è posto per gli assassini! Se il giudice ha il dubbio che non sia colpevole, dice che il fatto non sussiste e stai a casa

          • Fabyo

            Si sono serissimo. E la differenza è che ne ho esperienza diretta. Libero di crederci o meno, ma augurati che non ti accada.

          • Danny Godhouse

            Chissa’ se il giudice ha avuto il dubbio quando ha rilasciato uno di quei due mentecatti che hanno ammazzato come un cane quel tipo di Alatri la settimana scorsa in discoteca.

        • Danny Godhouse

          Posso chiederti da quanti mesi abiti in italia?
          In italia la polizia si stende nelle bare vuote e gioca a fare the walking dead…
          Leggete i quotidiani ognitanto.

      • Qui sono molto d’accordo. Purtroppo alcuni veleni curano o uccidono in base a quanto ne utilizzi. Dipende sempre dalla volontà dell’uomo la scelta di come far funzionare bene anche le cose più perfette.

        Anche io sono dalla parte della Polizia e delle forze dell’ordine in generale. Però, per onestà intellettuale, dobbiamo partire dal presupposto che in ogni cosa umana serve una disciplina di tutela. Anche “contro” chi controlla

        • Fabyo

          E il nostro ulteriore problema, non so quanto diffuso negli altri paesi, è che a noi servirebbe pure chi controlla i controllori.

          • Guarda, detto da avvocati amici e ‘sensati’.
            Noi abbiamo anche troppo controllo, cioè la legge da noi ha maglie molto molto strette, tanto che da noi esiste un reato ‘strano’ come quello imputato al papà di Renzi… Che invece in 9/10 del mondo non è nemmeno ipotizzato di striscio. Anzi, spesso la ‘compravendita di influenze’ è quasi un sintomo di progresso.

            Poi boh. Mi rendo conto VIVENDO che Gabr diceva bene a sua volta ‘qui è tutto organizzato, ma non funziona niente’

            ?

          • Fabyo

            E’ lì il punto, strumenti potenti, ma ogni strumento non è di per sé ne buono né giusto, né cattivo né sbagliato, né capace di portare benefici né di far danni.

            Alla fine quel che conta è la gente, null’altro.

          • Qui dici bene! :)

          • Danny Godhouse

            E li conosciamo gli italiani come sono! eheh

          • Danny Godhouse

            Se voti Renzie me ne vado all’istante…
            E’ proprio vero quando dicono all’estero che gli italiani sono masochisti.
            E comunque stai dicendo che in italia ci sono troppe leggi ingiuste che mettono in galera la povera gente innnocente?

          • Mmm, sarei molti più curioso di sapere per chi voti tu. Perché vai a votare, vero? Altrimenti ti caccio io! ?

            Sto dicendo che in Italia, nel bene o nel male, abbiamo un eccesso di legalità, che è una cosa buona in un Paese civile, ma ha risvolti pessimi in un Paese frammentato come il nostro…

          • Danny Godhouse

            Sarei molto piu’ intelligente se non lo facessi ^^
            Comunque la prossima volta votero’ Grillo ma se non funziona manco lui sara’ veramente l’ultima (scommetto che un po’ l’avevi capito :P)
            Devo dire che temo di votare per un dittatore pero’ eheh

          • Su questo ho i tuoi identici timori.
            (sì, l’avevo un po’ intuito. Ahahah però quella la reputo una buona idea, gestita malissimo. Boh, speriamo in bene)

    • Danny Godhouse

      E se questi dati li usano per speculazioni commerciali o per attacchi politici?
      Pensate di piu’ prima di scrivere…

  • skywalkersenior

    Secondo me lo spartiacque non è il “libero arbitrio” di Microsoft, bensì la differenza tra fornire accesso ai dati di un colpevole (flagrante nel caso di Londra) e solo a quelli, e invece fornire una backdoor per spiare i dati di chiunque a prescindere

    • Danny Godhouse

      e quest’ultima cosa la fanno solo gli americani precisiamolo.

      • skywalkersenior

        Diciamo che noi sappiamo che lo fanno gli americani…

  • Danny Godhouse

    Lo voglio dire con le parole di Giachetti.
    I cinesi hanno la faccia come il cool! :D

  • Per me il problema sta nel pubblicare che stai aiutando la polizia quando potevi continuare a farlo senza dirlo al mondo intero…
    Ps. Non l’avessero pubblicato non credete che non ci saremmo poi dovuti fare tutte queste domande no? XD