Microsoft, Google, Apple e Amazon: uniti per il nostro pianeta

tecnologia ambiente

Si dice spesso che “il nemico del tuo nemico è un tuo amico”. Concetto elementare, ma che a volte è difficile da assimilare.

Chi invece questa idea ce l’ha ben chiara sono i dirigenti di quattro delle più grandi aziende del momento; stiamo parlando di niente meno che Microsoft, Google, Apple e Amazon. Non proprio delle start up insomma.

 

Quattro aziende che hanno messo da parte dissidi e austerità per fronteggiare il nemico che accomuna ogni essere vivente sul pianeta Terra: la continua distruzione del mondo che abitiamo. Pochi giorni fa infatti, i quattro colossi del digitale hanno firmato la propria adesione congiunta all’EPA (United States Environmental Protection Agency), un’agenzia del governo federale statunitense il cui principale scopo è la protezione dell’ambiente e della salute dell’uomo.

 

EPA microsoft google amazon apple

 

Con la sottoscrizione di questi documenti le aziende manifestano il proprio sostegno alla causa ambientale, e si impegnano a rispettare severe restrizioni riguardanti lo sfruttamento delle risorse e la produzione di sostanze inquinanti. Non si tratta comunque di un colpo di scena: Microsoft e Apple in primis si sono sempre dimostrate attente alle problematiche ambientali, utilizzando fonti rinnovabili, materiali riciclati e riciclabili e cercando di ridurre al massimo gli sprechi di risorse.

 

Ma la firma di questo patto ha anche un forte valore simbolico: le cinque aziende vogliono infatti dimostrare che l’utilizzo di fonti rinnovabili è una condotta non soltanto sostenibile, ma addirittura conveniente. Affermano infatti che negli ultimi anni il prezzo delle infrastrutture necessarie è diventato decisamente più abbordabile, permettendo di ammortizzarne i costi in tempi relativamente brevi e, a lungo termine, anche di trarne dei guadagni.

 

ambiente energie rinnovabili microsoft google apple

 

Speriamo ora che altre aziende, statunitensi e non, sappiano seguire l’esempio di queste multinazionali, frenando così una discesa verso la distruzione del pianeta che anno dopo anno assume sempre più i contorni di una caduta rovinosa e inarrestabile. Ma soprattutto, spero che sia un’occasione per far parlare di ambiente; perché se è vero che quello che ciascuno di noi può fare è per lo più ininfluente nella sommatoria globale, è altrettanto vero che spesso non abbiamo alcuna voglia di interessarci veramente del problema. Provate a pensare: quanti articoli avete letto sui blog di tutta la rete riguardo questa sottoscrizione (che per le dimensioni e l’importanza dei soggetti coinvolti ha quasi del rivoluzionario)? Pochi, per essere generosi. Ma basta che esca una nuova build per Windows 10 ed ecco che abbiamo a disposizione decine di articoli da consultare.

 

Non voglio essere ipocrita, sia chiaro: anche io preferisco gli articoli sulle build (tanto da leggere quanto da scrivere) che noiosi papiri come questo, ma la realtà è che dobbiamo impegnarci a parlare anche di queste problematiche per non risultare degli ingenui. Ingenui come il bambino delle medie che rovina il banco, senza pensare che il giorno dopo è ancora lui a dover usare il banco rovinato.

 

La terra è il nostro banco, e ha già tanti graffi che ormai non se ne riconosce più il colore originale. Facciamo in modo che i nostri figli non debbano disegnare per terra.

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Simone Mascarino
La vita e la bici hanno lo stesso principio, devi continuare a muoverti per stare in equilibrio
  • Irina

    Sono contenta abbiate pubblicato la notizia (e il link al documento). È vero che molto spesso non abbiamo (stupidamente) voglia di interessarci al problema e che leggendo un blog vorremmo solo passare del tempo piacevole senza dover affrontare argomenti impegnativi che ci riportano alle preoccupazioni quotidiane..ma senza consapevolezza non si va da nessuna parte. Personalmente mi piacerebbe leggere altri articoli sul rapporto tecnologia-ambiente anche sui blog (in genere li trovo su quotidiani internazionali), una passione è tale se la si vive a 360°, anche nelle sue parti “noiose”. ☺

  • Luca Serri

    I cinque colossi? Ma non sono quattro?
    Comunque ottima notizia.

    • Simo_Masca

      Che dire, sono pessimo in matematica..

  • Bell’articolo, ci voleva! ?

  • Gionata mummia800

    Grande articolo su sensibilizzazione, complimenti.

  • Stefano Trerotola

    Quello che fanno per lo più è spostare il problema in Cina no? Lavoro alla soglia della schiavitù e zero norme ambientali… Ma dai, chi se la beve

    • Simo_Masca

      Probabilmente ti riferisci allo sfruttamento di manodopera a basso costo, e su questo temo tu abbia ragione.. ma qui si parla per lo più dell’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili o materiali riciclabili, e in questo caso le scappatoie DOVREBBERO essere meno

      • Stefano Trerotola

        Non vanno in Cina SOLO per la manodopera, la non ci sono norme ambientali per l’appunto, ma in genere non esiste la legge se si è disposti a tangentare un po’