Microsoft taglia i costi di licenza per portare le Microsoft Apps sugli Android

Come sappiamo, negli ultimi mesi Microsoft sta attuando una sempre più impegnata strategia commerciale sugli altri sistemi operativi.

Per quanto riguarda Android, abbiamo visto dapprima il rilascio di versioni assolutamente ben realizzate delle Microsoft apps, tra cui Office, OneDrive e Skype, e poi il moltiplicarsi di partnership commerciali, come quella con Samsung, che ha fatto uscire i suoi nuovi Galaxy S6 e S6 Edge con preinstallati OneNote, Skype e OneDrive con 100 GB di cloud storage aggiuntivi.

Ma Samsung non è di certo l’unico produttore che ha stretto una tale collaborazione con Microsoft per i suoi device Android: alla lista ci sarebbero da aggiungere Dell, e OEM locali come TrekStor (Germania), JP Sa Couto (Portogallo), Datamatic (Portogallo), DEXP (Russia), Hipstreet (Canada), QMobile (Pakistan), Tecno (Africa), Casper (Turchia), Pegatron (Taiwan).

Il ricavo da queste partnership per Microsoft è evidente: diffusione “esponenziale” dei suoi software.

Ma cosa ci guadagna l’altra parte?

Secondo il quotidiano taiwanese Digitimes la risposta sta nel taglio dei costi di licenza sui dispositivi Android, per i quali, grazie agli innumerevoli brevetti che Microsoft possiede, i produttori corrispondono una quota all’azienda di Redmond.

Quindi, se da un lato MS sta rinunciando a un guadagno immediato certo, dall’altro sta puntando tutto sulla più larga diffusione possibile dei suoi servizi, cosa che, almeno in potenza, è un’ottima strategia commerciale a medio e lungo termine.

Secondo voi si tratta della scelta giusta? O credete che sarebbe meglio cercare di capitalizzare il più possibile e concentrare le risorse sulla propria piattaforma e sui propri dispositivi?

FONTE: Digitimes, Microsoft

Articolo precedenteArticolo successivo
Michele Lichinchi
Con la passione per la scrittura e maniaco di tecnologia, un esploratore dei recessi della comunicazione e dei suoi mezzi: un Indiana Jones dell'era digitale
  • Martino Stenico

    Secondo me è giusto, perché così gli acquirenti android possono far parte del sistema MS se a casa hanno un pc o vedere la qualità del servizio e poi buttarsi sui prodotti MS

  • Microsoft ha adottato la strategia “virus” su android e alla fine pagherà bene. Soprattutto da quando google da “don’t be evil” é passato a “facciamo il cazzo che ci pare e tu ti accontenti”

  • Chiara

    Sta pensando a lungo termine (cosa che 3/4 di aziende non attuano mai). Secondo me, questo pagherá piú che bene.