“Nano-terremoti” alla base di fotocamere migliori

La performance delle fotocamere degli smartphone potrebbe essere incrementata da “nano-terremoti” secondo dei ricercatori del Royal Melbourne Institute of Technology.

In uno studio condotto dal Dr. Sharath Sriram pubblicato nella rivista Advanced Optical Materials è stato esaminato l’uso di onde sonore per alterare in modo controllato le proprietà elettroniche dei materiali 2D.

La scoperta ha implicazioni interessanti per l’elettronica e per i device optoelettronici costituiti da materiali 2D, apre la porta a una nuova era di celle solari ad alta efficienza e a finestre intelligenti, ma soprattutto (cosa che ci interessa maggiormente) è importante per il futuro di sensori fotografici adatti alla fotografia in condizioni di luce scarsa e di sensori per fotografia fluorescente.

Ma in cosa consiste la ricerca?

Si usano onde sonore per provocare delle increspature sulla superficie di un materiale che ha lo spessore di pochi strati di atomi (materiale 2D) e questo causa una modifica nelle sue proprietà elettriche: al variare dell’intensità e della frequenza delle onde, variano le proprietà elettriche.

Infatti queste specie di “nano-terremoti” trascinano gli elettroni lungo il loro percorso e regolano la quantità di luce emessa dal materiale.
Per di più, la regolazione per mezzo delle onde sonore non influenza né la struttura né la composizione del materiale; anzi, appena le onde cessano, il materiale ritorna al suo stato ottico iniziale, cosa che fa configurare questo meccanismo come altamente adattabile a una grande varietà di sistemi dinamici.

Insomma, una ricerca dai possibili sviluppi davvero interessanti per il mondo della fotografia mobile (e non solo), che va ad arricchirne ulteriormente il quadro (basti pensare ad esempio alle dual-camera) e che speriamo di vedere presto all’opera.

FONTE: RMIT.edu; ARTICOLO COMPLETO (a pagamento)

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Michele Lichinchi
Con la passione per la scrittura e maniaco di tecnologia, un esploratore dei recessi della comunicazione e dei suoi mezzi: un Indiana Jones dell'era digitale