Qwant, il motore di ricerca che rispetta la tua vita privata arriva in Italia

Niente cookies, niente cronologia, niente tracking

Se n’è fatto un gran parlare in questi giorni. Qwant è il nome di un nuovo motore di ricerca che come peculiarità ha il rispetto della privacy.

Cosa è Qwant

Si tratta di un motore di ricerca, come Google, per intenderci. È un progetto europeo (sviluppato in Francia), che ha cominciato a respirare nel 2013. Qualche tempo, fa il nostro Simone ne ha parlato qui.

La mission di Qwant è offrire una piacevole, e produttiva, esperienza di ricerca sul web senza, però, tracciare e profilare gli utenti che si affidano del servizio.

Qwant è stato presentato ufficialmente, in Italia, due giorni fa. Non si tratta però di un novellino, il pubblico Francese e Tedesco ha già avuto modo e tempo di apprezzarlo.

Durante l’evento, il fondatore, ha spiegato come opera il sistema durante una ricerca. L’indirizzo IP della macchina in uso viene anonimizzato e lo stesso trattamento è riservato all’agent ID di chi effettua la ricerca. Non viene ceduto nessun dato personale a nessuno. Niente cookies, niente cronologia, niente tracking.

 

Ok ma come fa soldi Qwant?

È vero, Qwant vuole offrire una nuova esperienza, fornire risultati di ricerca neutrali e tutto il resto. Scopo lodevole ma le spese, in qualche modo, devono essere coperte. Ci mancherebbe.

Qwant ha una sezione per lo shopping, oltre a inserzioni pubblicitarie, ed è possibile acquistare giochi e musica (quest’ultima opzione è in fase BETA).

Utilizzando questo servizio, in pratica, saremo liberi da quei tanto famosi cookies che ci vengono ficcati in bocca, nessun dispositivo sarà in grado di tracciare il nostro traffico web e nessuna finestra ci avviserà che è finalmente arrivato il momento di comprale le scarpe che abbiamo guardato 3 mesi fa.

Esiste anche una versione del motore di ricerca destinato ai più piccoli, QwantJunior, e le applicazioni sono già disponibili per smartphone iOS e Android, ça va sans dire…

Tutto questo non è solo autoproclamazione, l’architettura del motore di ricerca “etico” è certificata dall’Autorità francese di controllo dei dati personali.

Su Corriere Comunicazioni si leggono anche dei dati interessanti, utili a capire il livello di crescita del motore di ricerca. “Qwant nel 2016 ha risposto a oltre 2,6 miliardi di richieste, raddoppiando il numero delle visite in un anno, ed è già oggi classificato tra i primi 55 servizi web utilizzati in Francia.”

Essere sicuri e liberi da cookies, e tutto il resto, è davvero bello. Ma anche l’esperienza di ricerca è importante, no?

Avete già provato Qwant? Date un’occhiata e fateci sapere cosa ne pensate.

Fonte: Sito ufficiale

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Ogni tanto mi viene in mente qualcosa... e qualche volta la scrivo.
  • Lo proverò!

  • salva

    Lo proverò

  • Chissà se qualcun altro lo proverà!😁

    • 000

      Beh oggi ho visto lo spot su canale 5…in mezzo al tg, quindi puntano su un pubblico adulto…qualcuno lo proverà..

      • Ad un pubblico più “consapevole”. Dai, proviamolo tutti qwanti!

        • 000

          :-D

  • 000

    Io lo uso saltuariamente in alternativa a Bing quando voglio dei risultati più simili a Google…lessi che è un progetto finanziato con i fondi europei(già questo è un buon motivo per usarlo: è un ottimo servizio nato con i nostri soldi) e nella prima fase si appoggiava a google per analizzare gli algoritmi di ricerca e mimarli.
    È da un po’ che lo sponsorizzo perchè è un progetto con caratteristiche interessanti e peculiari, che funziona bene e in cui sento di poter riporre fiducia.

  • Carlo Gamna

    Io lo uso quotidianamente da qualche giorno e sono molto soddisfatto dei risultati che fornisce. Il progetto è lodevole, made in Europe, spero riesca a contrastare il sostanziale monopolio di Google.

  • Pietro Márquez

    In cosa si distingue da DuckDuckGo, a parte i diversi continenti di provenienza?