Speciale Intervista: myAppFree insider ad AppCampus, sviluppatori sulla via del successo

Oggi vogliamo sbizzarrirci.

Questo sarà molto più di un articolo di news o di recensione app. O meglio, molto diverso.

Oggi vi daremo in esclusiva un insight nella vita di uno sviluppatore determinato a portare avanti il suo progetto, la sua “creatura”, migliorandola ad ogni pie’ sospinto. Vi faremo sapere quanto ha da offrire la piattaforma di cui ci occupiamo in questo magazine e, perché no, vi mostreremo quanto potreste ottenere nel caso foste developer pronti ad approcciarsi anche al mondo Windows.

Non è di molti giorni fa la notizia di un taglio ai costi per gli sviluppatori da parte di Microsoft, un’iniziativa che già di suo fa da sprone a guardare almeno con curiosità a questa parte di mondo mobile in netta crescita, stamattina vogliamo parlarvi di una ulteriore iniziativa, partita già dal 2012 e che si concluderà ad inizio 2015, che la Aalto University (Espoo, Finlandia) organizza annualmente in collaborazione con Nokia e Microsoft: AppCampus.

appcampus summary

Si tratta di un programma che vuole incentivare lo sviluppo di applicazioni per le piattaforme Windows Phone e Windows (separazione che si fa sempre meno netta e destinata a sparire con l’unificazione totale delle due piattaforme). In totale sono stati stanziati 18 milioni di euro e il programma è completamente indirizzato a creare una nuova generazione di startup mobile che riscuotano grande successo.

Fino a questo settembre, più di 4000 applicazioni da oltre 100 Paesi sono state sottoposte al vaglio degli organizzatori del programma. I concorrenti che hanno riscosso maggior successo hanno ricevuto da 20.000 a 70.000 euro, a seconda della complessità e della popolarità dell’applicazione, senza nessun ritorno economico per il programma in sé, e con l’unica condizione necessaria di rendere le app in questione disponibili esclusivamente per le piattaforme Windows per un periodo di 90 giorni.

In più AppCampus continua  a fornire sessioni di coaching e di supporto marketing curando tutti i vari aspetti, dal design all’usabilità. All’interno di AppCampus c’è un ulteriore programma che si ripete quattro volte all’anno: un seminario di 4 settimane in cui sono invitati i team più talentuosi e promettenti che sono stati accettati nel programma AppCampus.

Si tratta dell’AppCademy e vi si accede solo su invito diretto.

developersI nostri developer, i creatori di myAppFree, Massimo Caroli e Riccardo Fuzzi, sono stati chiamati in queste ultime settimane a tenere conferenze e a fare da coach agli altri partecipanti: l’esperienza è stata delle più stimolanti ed edificanti.

I contatti con gli altri sviluppatori, fondamentali e su cui si basa parte del successo di myAppFree, si sono moltiplicati, e le richieste di indicazioni e suggerimenti dei più vari non si contano.

Per l’occasione abbiamo realizzato una piccola intervista a Massimo Caroli per averne testimonianza diretta.

Qual è stato il vostro ruolo all’AppCampus di quest’anno?

M: myAppFree è stata invitata in qualità di coach per aiutare i 20 team AppCampus Alumni nel difficile momento del lancio della applicazione sul mercato Windows Phone. In particolare abbiamo tenuto una sessione di 30 minuti e un 1to1 session con ogni team (30 min each).

In che modo myAppFree è stato coinvolto nel programma?

M: La partnership con AppCampus risale allo scorso Mobile World Congress dove abbiamo supportato il programma promuovendo alcune delle loro app su Windows Phone.

 Qual è il clima che si respira all’interno del progetto?

M: E’ un clima sano, gli studi di AppCampus sono veramente innovativi: è uno spazio di co-working come penso non esistano in Italia. La motivazione che porta questi ragazzi a vivere e lavorare insieme (pur avendo progetti diversi) per due settimane è fantastica.

 In che modo pensi che questa iniziativa sia positiva?

M: Qualsiasi cosa che miri ad aiutare i giovani sviluppatori e l’ecosistema Windows Phone è  un programma da apprezzare.

Da sviluppatore, quali sono i pro e i contro di AppCampus?

M: Il più grande pro è il coaching, cioè l’esperienza che ti passano i coach di AppCampus, oltre al grant in denaro che è un buon modo per iniziare la propria attività. Per quanto riguarda i contro non ne vedo nessuno, l’unica richiesta è che l’app sviluppata rimanga un esclusiva WP per 3 mesi, il che mi sembra più che ragionevole.

 E da coach?

M: Da coach è un’esperienza unica. Penso che abbiamo davvero imparato tantissimo, nonostante fossimo stati chiamati ad insegnare: assolutamente da rifare.

Che cosa consigli ai nuovi developer WP?

M: Di crederci, la piattaforma sta crescendo ed è il miglior mercato (soprattutto per developer indie) per affermarsi.

E a quelli futuri? Windows Phone è un mercato su cui investire energie? Perché?

M: Guardate a Windows Phone con un occhio di riguardo. In alcuni paesi è già al 15-20% del mercato e questa è una percentuale che non si può ignorare se si vuole andare cross-platform.

Qual è la differenza dagli altri Sistemi Operativi dal punto di vista di un developer?

M: La semplicità. I tool di sviluppo (Visual Studio) sono di una semplicità disarmante. Il team dietro questi tool lavora in Microsoft da anni per migliorare l’esperienza dei developer. Inoltre il framework .NET è a mio avviso decisamente avanti rispetto a JAVA o Objective-C.

 Cosa ne pensi del fatto che questo sia l’ultimo dei tre anni in cui si è svolto?

M: Penso che sia un peccato, probabilmente ci sarà un altro campus a gennaio/febbraio ma sarà l’ultimo. Spero vivamente che Microsoft raccolga l’eredità di Nokia e decida di portare avanti il programma perché non si può guardare solo ai grandi brand in quanto a sviluppo di applicazioni. Molte volte i developer indie (quelli che hanno fatto il successo, ad esempio, di iOS) possono tirare fuori applicazioni di gran lunga migliori delle “big company”.

Chi ti ha lasciato un segno particolare in questa esperienza?

M: Sicuramente tutto il team che c’è dietro AppCampus, che ha diretto tutte le due settimane di lavoro. Un ringraziamento particolare va sicuramente a Paolo Borella, che ci ha invitati in veste di coach e ha creduto nel nostro progetto dal primo giorno.

app campus my free

Ringraziamo per il prezioso contributo Massimo e ci auguriamo che possa servire a sciogliere ogni dubbio, se ancora ce ne fossero, sulla bontà della piattaforma Windows. Noi crediamo fortemente nella smitizzazione di miti fittizi e nell’onestà che si manifesta solo nel parlare con una visione il più possibile super-partes. E qui si parla di esperienze vere, concrete, che formano e lasciano il segno, un segno tangibile.

Voi cosa ne pensate? Ancora dubbiosi? Vi lasciamo con il nostro motto: provare per credere!

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Con la passione per la scrittura e maniaco di tecnologia, un esploratore dei recessi della comunicazione e dei suoi mezzi: un Indiana Jones dell'era digitale