Windows 10 è l’ultima versione di Windows…così come lo conosciamo

Rimbalzano in rete articoli che hanno la prima parte del titolo qui sopra e tendono a creare un effetto panico o quantomeno spaesante. Ma cosa vuol dire che Windows 10 è l’ultima versione di Windows? E perché? Vediamolo insieme.

Tutto parte dalle parole di Jerry Nixon, un developer evangelist Microsoft che con la sua dichiarazione si è goduto il suo giorno di gloria.
In questo momento stiamo rilasciando Windows 10, e poiché Windows 10 è l’ultima versione di Windows, stiamo tutti lavorando ancora su Windows 10”.

Cosa? Che? È un indovinello o un rebus?
Tutto sta in quell’ “ultima” che rimane ambiguo.
“Ultima” nel senso di “più recenteo “ultimo” nel senso di “finale”?
In realtà si tratta di entrambi.
Infatti, benché il significato più immediato sia quello di più recente, più in profondità si nasconde qualcos’altro.

Windows 10 si pone infatti come spartiacque tra la vecchia visione di Windows come software e Windows come servizio: una fine, sì, ma anche un nuovo inizio.

Dunque la frase di Nixon non farebbe altro che riaffermare quello che è forse il più grande e importante cambiamento che Microsoft ha deciso di apportare a Windows.
Già a partire da quest’anno vedremo probabilmente aggiornamenti periodici e costanti rilasciati attraverso le modalità che abbiamo già sperimentato nel passaggio da Windows 8 a Windows 8.1 e che apporteranno modifiche e novità più o meno consistenti al Sistema Operativo made in Redmond che lo terranno sempre al passo con tempi dell’innovazione tecnologica, o meglio, come stiamo assistendo in questo periodo, la guideranno.

Non si tratta quindi di re-branding, ma trasformazione in sistema operativo a rolling release.

Windows, siamo abbastanza sicuri, rimarrà “Windows”, e, anzi, siamo sempre più trepidanti di vedere quali “finestre” sul futuro Microsoft continuerà ad aprirci.

Cosa ne pensate?

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Con la passione per la scrittura e maniaco di tecnologia, un esploratore dei recessi della comunicazione e dei suoi mezzi: un Indiana Jones dell'era digitale