Datacenter subacquei: continua il progetto di Microsoft

🌊under the sea

Anni fa, Microsoft ha annunciato di avere in mente una nuova soluzione per immagazzinare i dati: dei datacenter, o se vogliamo “banche dati“, subacquei. 

La notizia è che gli esperimenti, i lavori con questo scopo, non sono fermi. Tutt’altro. Se la fase uno ha avuto il compito di testare ed accertare la fattibilità di questa procedura, la fase due indagherà sulla praticità logistica, ambientale ed economica.

Microsoft ha annunciato che il progetto Natick sta entrando in una fase di test. Un team controllerà e registrerà le performance del data center per i prossimi 12 mesi.

Microsoft e i datacenter subacquei

Se questo esperimento andrà a buon fine, molte compagnie potranno installare i propri datacenter lungo le coste, risparmiando così sui normali costi di gestione.

Le banche dati sono spesso paragonate alla spina dorsale della rete. La continua richiesta di spazio per immagazzinare dati, la necessità di fornire servizi in tempi sempre più rapidi e la crescente sensibilità ambientale, hanno contribuito ad aprire questo nuovo scenario.

Un altro vantaggio di questa tecnica è la velocità dei trasferimenti. La maggior parte della popolazione del mondo vive relativamente vicino alla zone costiere, le banche dati subacquee permettono di accorciare ulteriormente i tempi di trasferimento.

Leggete di più su questo progetto qui.

Fonte: MSPU

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