La rivoluzione della batteria è al CES, e si chiama StoreDot

Questa notizia esula un po’ dal solo mondo Windows Phone, ma, a detta nostra, è una delle novità più interessanti presentate al CES di Las Vegas che si concluderà oggi. Vi mostriamo subito perché.

Qual è uno dei limiti più grandi degli smartphone? Sarete d’accordo con me che si tratta della batteria.

Checché se ne dica, dura poco. In ogni device, di qualunque marca, dura troppo poco per le nostre esigenze, soprattutto se lo usiamo tenendo perennemente attiva la rete, navigando su internet, visionando video o svagandoci con qualche gioco.

Riuscire a far durare una carica un’intera giornata è quasi un’impresa, impossibile da compiere se non si scende a compromessi e limitando l’uso dello smartphone.

Ma i problemi non finiscono qui. A volte capita di non avere neanche il tempo per una carica completa e, a meno di una scorta di power bank, ci dobbiamo rassegnare all’idea che saremo abbandonati dal nostro device nel bel mezzo della giornata.

Ora, le soluzioni sono due: aumentare la capienza della batteria (e su questo versante si sono mossi i giganti della tecnologia) o diminuire il tempo richiesto dalla carica.

Tra le due la seconda mi sembra la più saggia. Ed è proprio questa l’idea che ha spinto la start-up israeliana StoreDot, che lavora nell’ambito delle nanotecnologie.

Piuttosto che provare a migliorare la capacità della batteria, alla StoreDot ne hanno riprogettato la struttura interna, di modo che potesse ricaricarsi rapidamente. La dimostrazione al CES è stata fatta su un Galaxy s5: soli 2 minuti per una carica completa. Cosa che fa mangiare la polvere al Quick Charge di Qualcomm, che riesce a caricare “solamente” un 60% di batteria in 30 minuti. Ovviamente ci sono anche dei lati negativi, ma che, tutto sommato, restano solo dei nei e non delle grandi pecche: la durata di questo tipo di batteria sarebbe inferiore rispetto a quelle tradizionali. Nel caso specifico, all’incirca 5 ore. Tenendo conto del fatto che con un paio di minuti se ne guadagnano altre cinque, non lo chiamerei difetto.

Ma le sorprese non sono terminate. Anche l’impatto di questa tecnologia sul prezzo dei terminali non è affatto alto: circa 50 dollari in più degli attuali prezzi.

Ora sta ai colossi della tecnologia approfittare di questa rivoluzionaria invenzione (e i contatti allo stand della StoreDot si sono moltiplicati in questi giorni) e adottarla per i propri device. Se tutto va liscio, dovremmo riuscire a vedere le prime applicazioni pratiche a partire dal 2017.

Non so voi, ma io non vedo l’ora, anzi, per restare in tema, il minuto!

FONTE Informazioni: Mashable

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Con la passione per la scrittura e maniaco di tecnologia, un esploratore dei recessi della comunicazione e dei suoi mezzi: un Indiana Jones dell'era digitale