The Switch: se Microsoft e Google si scambiassero di ruolo… | Esperimento PARTE UNO

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Prendendo spunto da un bellissimo video di Nike, vi racconto The Switch: la prima parte di una storia imaginaria che chiededo a voi di concludere, secondo il vostro gusto. Leggete e partecipate!

In qualche film l’avrete visto succedere: per magia, in un certo momento della storia, due personaggi subiscono un transfer di cervelli, cioè la mente di uno di loro entra nel corpo dell’altro. E viceversa. A sèguito di questo epidosio, ciascuno dei due personaggi inizierà a vivere davvero la vita dell’altro e, dopo la fase iniziale di shock, imprimendo alla stessa nuove traiettorie inpensabili per il vero padrone del corpo “presidiato”.

E’ un po’ quello che accade a Cristiano Ronaldo ed un ragazzo povero e senza troppo talento, nello spot Nike che ti linko a fine articolo. Questo video commerciale, bello davvero, racconta in breve una storia di “spirito”, di abnegazione, di sacrificio, che spesso diventa la parte meno visibile dell’iceberg del successo. Inoltre, ed è questa la parte che mi ha fatto pensare di scrivere questo articolo, ha instillato nella mia mente una domanda: ma cosa accadrebbe se i vertici di Google prendessero il posto di quelli di Microsoft e viceversa?

I nostri protagonisti? Voi!

Per rispondere a questa domanda, mi sono immaginato uno scenario iniziale di breve periodo, sulle basi del transfer di cui sopra. Ma il bello viene dopo: sarete voi, se vorrete, a scrivere come si evolverà la situazione.

Pronti? Ecco la mia parte.

The switch: Microsoft e Google si scambiano di posto

Un bel giorno, nelle profondità dell’inconscio collettivo del nostro pianeta, Moneto, il demone del commercio, si trovò a parlare con Agliorino, il dispettoso demone della malasorte.

In un momento di noia e cattiveria, i due demoni si trovavano a tavola e iniziarono a parlare di smartphone. Moneto, interessato al mondo degli affari, guardò sul suo iPhone celestiale l’andamento delle azioni delle due aziende più interessanti del momento, Google e Microsoft. Agliorino, facendo leva sulla sua natura dispettosa e provocatoria, iniziò a burlarsi del suo commensale e della sua smodata passione per gli intrecci economici ed il mondo del denaro.

La discussione si fece molto animata ed i due demoni, presi dalla pigrizia e dalla noia, tra un bicchiere di ambrosia fogar e l’altro, arrivarno a gettare le basi per una scommessa: con un sortilegio, la dirigenza di Microsoft e quella di Google sarebbero diventate una sola persona e, senza che nessuno  se ne potesse accorgere nella realtà, ciascuna dirigenza avrebbe preso il posto dell’altra. Quindi, a capo di Microsoft ci sarebbe stato il boss di Google ed a capo di Google il boss di Microsoft.

La scommessa dei demoni

Il demone Agliorino sosteneva che, con un predominio quasi totale sul mondo smartphone, ora il dirigente Microsoft avrebbe fatto di Google una super potenza, evitando di ricascare negli errori degli anni passati. Secondo Moneto, invece, lo spirito imprenditoriale del capo di Google, ora a capo di Microsoft, avrebbe ribaltato le carte in tavola.

Chi dei due avrebbe avuto ragione?

La parabola di Microsoft, breve periodo

L’uomo che impersonificava tutta la dirigenza di Google, ora posta a capo di Microsoft, era Lario Pagino (nome inventato per una figura inventata).

Lario iniziò a guardare con interesse i conti di Microsoft ed individuò una serie di aree di interesse. Molti erano i settori espansione e, in fin dei conti, questo cambio non era stato poi così traumatico come si potrebbe credere: Windows è di fatto il sistema operativo più diffuso.

Partendo da questa base, Lario si rimboccò le maniche ed iniziò a lavorare per risollevare l‘unico settore che non generava profitto: quello mobile.

In men che non si dica, iniziò a concentrare molte delle risorse interne in quel dipartimento, ordinando di attuare due interventi strategici fondamentali:

  • preparare una campagna di martketing degna di questo nome
  • invogliare i grandi nomi del settore a credere nel sistema opearativo Microsoft, fornendo incentivi agli sviluppatori di app ed agli OEM

Fatto questo, iniziò a sensibilizzare il proprio management in merito al necessario rispetto per l’utente: bisognava recuperare credibilità, aspetto che era andato devastandosi nel rapporto fondamentale con chi compra.

A questo proposito, Lario decise di avviare una nuova campagna di “rottamazione”: chiunque avesse creduto in passato in Windows Mobile, avrebbe potuto portare il proprio cellulare in un negozio e Microsoft avrebbe rimpiazzato il vecchio cellulare con uno nuovo di ultima generazione, scontato dell’85%.

I costi non sarebbero stati un problema. Contava recuperare fiducia. E questo aspetto era talmente essenziale, da determinare Lario a creare alcune app esclusive per gli smartphone Windows Mobile, pienamente funzionanti, imponendo il divieto assoluto di rilasciarle con errori evidenti o bug gravi.

Nel corso di qualche mese, il settore Mobile di Microsoft tornò a crescere, incredibilmente. Ora la gente iniziava a parlare di nuovo degli smartphone Microsoft con orgoglio, forti di app performanti, un supporto adeguato e con GRATITUDINE verso un’azienda che per una volta si era preoccupata di non lasciare “a terra” nessuno.

La parabola di Google, breve periodo.

L’uomo che impersonificava tutta la dirigenza di Microsoft, che la scommessa aveva posto a capo dell’impero di Google, era Sasha Nadall (nome inventato per una figura inventata).

Avere nelle proprie mani il maggior sistema operativo mobile del mondo era una bella novità. Certo, sul versante desktop c’era davvero la desolazione, nonostante i vari proclami, ma non era un problema. Si erano soltanto invertite le parti.

La prima cosa che Sasha decise di fare fu ordinare al reparto Ricerca e Sviluppo di pigiare il piede sull’acceleratore dell’innovazione: era necessario creare novità, mostrarsi all’avanguardia. Google, in questo senso, era di certo seconda a Microsoft.

Era tempo di creare guanti digitali e ologrammi per rimpiazzare i mouse, quindi molte risorse furono destinate in questa direzione, sottraendole al settore mobile: era troppo forte il predominio perchè potesse succedere qualcosa, no?

Intanto, per esperesso comando di Sasha, era necessario perseguire caparbiamente la politica di resurrezione del comparto Desktop. Quindi, senza pensarci un attimo, il nuovo boss ordinò che tutti i settori d’azienda iniziassero destinare almeno la metà delle proprie ore di lavoro al nuovo progetto Andromeda, così da cercare di contrastare Microsoft sul settore desktop ed acquisire una posizione di assoluto rilievo anche in quel comparto del mercato.

L’ultimo ordine di breve periodo di Sasha fu di iniziare a contrastare l’eccessiva frammentazione di Android, cercando di crearne una versione “autonoma”, distaccata e favorita rispetto alla moltitudine di versioni che esistevano sul mercato. E, se possibile, provare ad acquisire una grande azienda del settore, per iniziare a produrre i telefoni in proprio.

D’altrolte, il mobile first era una pallino sempre vivo e vegeto nella testa di Sasha.

Come proseguirà questa storia? Ditecelo voi.

La prima parte di questo speciale “fantasy” dell’eterna sfida tra Microsoft e Google finisce qui.

La seconda parte, se vorrete, la scriverete voi insieme a me.

Scrivete nei commenti quale potrà essere secondo voi l’evoluzione di medio periodo causata dalla “nuova dirigenza” e cosa succederà nel mercato a sèguito di questo cambio al vertice.

Le idee più votate ed originali (ma anche “con una certa morale”) verranno utilizzate per scrivere il la seconda parte di questo focus bizzarro.

Cosa verrà fuori?

 

Prima di concludere, in ogni caso, ecco il bellissimo spot commercial di Nike. Gustatevelo con tranquillità, merita.

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