Un suggerimento a Microsoft: perchè non rivoluzioni Android? | Che Windows che fa

Microsoft potrebbe rifondare il concetto di Android e salvare il proprio destino nel mercato Mobile? Secondo me...
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Se avrete la bontà di leggere tutto quanto, vi racconterò cosa ho immaginato per risollevare le sorti del comparto mobile di Microsoft: secondo voi, funzionerebbe?

Visto e considerato il periodo di “stasi” in cui ci troviamo in merito al settore Mobile di Windows, qualche giorno fa ho spremuto un po’ la mia immaginazione e mi sono chiesto una cosa che forse a molti di noi è sfuggita: ma perchè Microsoft dovrebbe proseguire su una strada, quando potrebbe imboccarne un’altra più vantaggiosa e redditizia, senza però tradire  sè stessa?

Vi racconto la mia idea, ponendo però una piccola premessa.

If you can’t beat them…

Un popolare detto anglosassone recita: “if you can’t beat them, join them“.  Nella nostra lingua, questa frase sarebbe “se non puoi batterli, unisciti a loro” e si usa per indicare quelle situazioni in cui, pur  avendole provate tutte, battere il nemico risulta impossibile e la soluzione più conservativa risulta essere quella di cercare un accordo per “allearsi”.

Volendo porre qualche paletto nel ragionamento che andrò a fare, riassumo i punti fondamentali di quanto ho appena scritto:

  • esiste una “competizione”. Ce l’hai messa tutta, ma l’avversario è troppo avvantaggiato o troppo più forte;
  • l’avversario non è del tutto conscio della propria superiorità, oppure non ha interesse a vederci sparire annientandoci;
  • non intendi arrenderti, ma nemmeno dissipare tutte le risorse in una guerra che porterà a poco o a nulla, preferendo destinare energie verso una nuova sfida.

Tenete a mente questi punti.

La fine di Windows Mobile e l’inizio di Ms Android

Appreso quanto sopra, spostiamo tutto il discorso su tematiche più consone al nostro Blog. Ed anche più vicine a quello che in genere mi piace, cioè un discorso con qualche piccolo rudimento di economia, giusto per non farci mancare niente e per dimostrare soprattutto a noi stessi che “Lovers” non significa “miope sprovveduto”.

La domanda che mi sono posto è la seguente: cosa accadrebbe se Microsoft dovesse scegliere di attuare una modulazione del proprio prodotto mobile, portando sè stessa sul versante Android?

Fermatevi un secondo. Immaginate tale scenario e le sue mille sfaccettature.

Se volete, intanto, vi propongo quello che ho immaginato io.

Microsoft Android, la svolta possibile

Partendo dal dato attuale, vero e concreto, di una flessione dei numeri di vendita dei dispositivi equipaggiati con Windows Mobile, ma soprattutto da una pressochè nulla capacità di Microsoft di fare chiarezza circa le intenzioni del futuro di questo comparto, ho elaborato uno scenario di breve periodo, nel quale considerare le potenzialità di una ipotetica idea presa dal management di Microsoft:

dismettere il comprato mobile attuale e riconvertirlo; facendo leva sul proprio know how e sull’esperienza Windows Phone, così, per penetrare nel mercato Android con una variante innovativa di questo sistema operativo targato Google.

In altri termini: portare la tua conoscenza lì dove serve, senza per forza voler imporre un tuo prodotto.

Discorsi razionali: mi mancano le tile

Affermo l’ovvio sottolineando che scrivo su Windows Lover. Eppure, come molti sapranno, da qualche tempo ho affiancato uno Xiaomi Redmi Note 3 Pro al mio Lumia 735. Vi ho raccontato passo passo le varie tappe di questo acquisto (qui, qui, o qui, ad esempio), argomentando soprattutto il perchè debba ritenersi anche questo tipo di “divagazione” fondamentale per descrivere appieno il mondo che amiamo.

Ora, dopo circa 5 mesi dall’affiancamento, una delle cose che ho notato con maggiore interesse è stata che: le tile mi mancavano. Detta così pare nostalgica, ma dobbiamo cercare di essere freddi e precisi, quindi formulerò meglio la frase, spostando alcuni piccoli parametri.

Da cosa si va via, cosa si rimpiange

Molti degli utenti che sono andati via da Windows Mobile/Windows Phone, l’hanno fatto per una delle seguenti motivazioni “emotive/razionali”:

  • Windows Mobile ha poche app;
  • Microsoft ha titubato troppo nel rilascio di aspetti importanti ed essenziali per un sistema operativo moderno (o non l’ha ancora fatto);
  • Microsoft ha “deluso” molti utenti non implementando i propri stessi servizi nè sostenendo adeguatamente il proprio ecosistema;
  • Microsoft ha “deluso“, tagliando fuori possessori di smartphone ancora degni di nota nel corso del rilascio dei vari update;
  • hardware non all’altezza della concorrenza o comunque rilasciato troppo in ritardo rispetto ad essa

Vi ci ritrovate?

Ok, però concedetemi un ulteriore parametro: quanti, andando via, non hanno sentito la mancanza delle tile e della leggerezza di Windows Phone? Quanti sono andati via con un mare di rimpianti? Quanti, ancora oggi, tengono un occhio attento e vigile sugli sviluppi di un S.O. che in fondo hanno amato ed amano ancora? Ve lo dico io: quasi tutti.

Specialmente le tile, sono un’idea troppo buona per pensare di lasciarla morire in un eventuale tracollo di Windows Mobile. Ed allora, ecco l’idea.

Trasformare Android è possibile

Perchè Microsoft non dovrebbe prendere il sistema operativo mobile più diffuso, cioè Android, e trasformarlo secondo le proprie esigenze in qualcosa di nuovo e diverso dall’idea originale?

L’idea centrale sarebbe quella di annullare alla base TUTTI i problemi visti poco sopra in merito all’esperienza Windows Phone/Mobile, ponderando meglio le proprie scelte di make or buy (ve ne ho parlato tempo fa: un’azienda può scegliere di produrre da sè i propri prodotti, ma può anche scegliere di farli realizzare, anche in parte, da altre aziende più specializzate)?

Pensateci un attimo: schiere e schiere di ingegneri Microsoft, sottratti dal lavoro su Windows Mobile e destinati a modellare il codice di Android per creare qualcosa di diverso, come ha fatto Cyanogen… Ma con alle spalle la potenza di Microsoft. Immaginate un sistema operativo ispirato alle qualità vincenti e fondamentali di Windows Mobile, ma creato sull’O.S. mobile più diffuso e supportato al mondo!

In un colpo solo, per Microsoft sparirebbero un sacco di problemi:

  • niente più app gap;
  • niente più costi di “supporto” per invogliare le software house a portare app su Windows Mobile;
  • poter finalmente dare ad Android quello che ancora non ha: sicurezza, vincoli “necessari” e un tocco di diversità che gli utenti del robottino aspettano come manna dal cielo
  • possibilità maggiori derivanti dal dover concentrare lo sviluppo dei vari servizi solo verso “due” direttrici differenti.

In che senso “due direttrici”?

Ecco, il punto è qui. Microsoft è un’azienda e ce l’ha dimostrato tantissime volte lasciando indietro chi non le conveniva “tenere con sè”. Un’azienda mira agli utili e gli utili sono una conseguenza diretta di scelte aziendali finalizzate ad ottimizzare le risorse.

Perchè allora procedere su un binario sicuramente “utile e bello”, ma che il mercato non digerisce (al 78% per colpa tua!), quando potresti abbracciare qualcosa di già esistente e modificarlo, dedicando le risorse risparmiate a fare quello che invece ti sta riuscendo meglio?

Ed allora, ecco le due “direttrici” di sviluppo:

  • una dedicata alle UWP, costituita da Windows 10, Xbox One e derivazioni varie;
  • una, invece,  costituita da Ms Android, sulla quale far prosperare servizi che solo la tua azienda può fornire o rispetto ai quali hai una sorta di monopolio di fatto in altri contesti (Office, ad esempio). Modificando radicalmente il senso stesso di Android, portando le tue novità, proprio quelle che moltissimi ammirano e molti rimpiangono!

L’era del camaleonte vince su quello della vedova nera

Ok, il titolo è strano, ma il senso è semplice: essere duttili e mutabili, a mio modo di vedere le cose e con alle spalle più di 15 anni di “mondo informatico”, sarà più premiante di chi vuole portare tutto sulla proria ragnatela per poi fare fuori piano piano chiunque si avvicini, creando il suo piccolo mondo chiuso.

A dirla proprio tutta tutta tutta, a me le app su Windows 10 non sanno di niente, tanto che – vado a memoria – non credo di usarne più di una o due. Personalmente, su Windows 10 VOGLIO che girino bene i programmi e questa idea di “unificare” una piattaforma, mi pare abbia un po’ lasciato il tempo che trova. In ogni caso, rispetto la bontà dell’idea di fondo, ma sono convinto che il futuro non sia PER NULLA creare ecosistemi di uno stesso produttore, ma che – al contrario – il mercato premierà quelle aziende che sapranno fare della duttilità il proprio marchio di fabbrica.

Per concludere

Cercare di “fare bene quello che fa bene” ed “entrare” lì dove qualcun altro ha fatto meglio, credo sia la sola soluzione razionale ed intelligente che Microsoft dovrebbe meditare di intraprendere per risollevare le sorti del comparto mobile. Anche in forza del fatto che già esiste una ampia esperienza in merito e che molti dei servizi MS sono già pronti su Android.

Inoltre, nel sostenere questo tipo di visione prospettica, faccio leva sulla considerazione che Microsoft avrebbe tutte le risorse possibili per fare questo “salto”, nonchè il plus di poter portare una ventata di “nuovo” in seno ad una concorrenza un po’ troppo uniformata. E lo dico usando una Miui, cioè una variante di Android che – secondo me – è la cosa più Microsoft che c’è su Xiaomi, quanto a leggerezza, stabilità e performance.

Microsoft ha la forza, dicevo, per portare un’esperienza NUOVA e “sicura” nel mercato del robottino:

ve lo immaginate un Android più sicuro, fatto con le tile (cosa inedita e ineguagliata su questo sistema operativo), più leggero (proprio grazie alle tile), un po’ più “chiuso” per scelta, ma con tutto il suo parco app e con le infinite possibilità di modding del robottino?

Io sì, me lo sono immaginato. E, in tutta onestà, se fossi Microsoft, inizierei a pensarci davvero seriamente. Così come inizierei a pensare seriamente, come passo successivo, di “convertire” la mia produzione di smartphone e installare il “mio nuovo Ms Android” del nostro discorso, per creare veramente il telefono definitivo, che la storia ricorderebbe – stavolta sì – davvero come una rivoluzione costruita sulle fondamenta di una rivoluzione.

Microsoft ha in sè tutto quello che serve per fare una cosa del genere e per cambiare dal di dentro un mercato che, a quanto pare, in quasi 10 anni non è riuscita a solcare da protagonista. Non tutto è da buttare, molto è da salvare. Capire un proprio errore e sapervi rimediare non è un peccato, anzi. E partire da un semplice “if you can’t beat them, join themsarebbe l’inizio di una rivoluzione interna che mai nessun tipo di “estenuante” lavoro autonomo potrebbe determinare.

Microsoft: pensaci. Non c’è un solo modo per essere la fondamentaleterza scelta“. E, se avete tenuto a mente i punti della mia premessa a questo articolo, credo che ci ritroviamo appieno in ciascuno di essi. Non trovate?

In attesa di sapere cosa ne pensate e di conoscere il vostro punto di vista – magari del tutto diverso dal mio – vi ringrazio per aver letto!

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